Non è distanza, è bersaglio: il Milan deve crederci allo scudetto, adesso
Al 10 di marzo, dopo 28 intense giornate di campionato, l'Inter è prima con 67 punti e il Milan secondo a 60: sette punti di distanza in classifica con dieci partite ancora da giocare. Tradotto: 30 punti in palio. Non serve un miracolo, ma una striscia consecutiva di risultati utili. E il derby di domenica è il tipo di segnale che sposta la testa prima ancora della classifica.
Il calendario non è neutro: chi deve reggere la pressione?
Guardiamo la strada, non lo specchietto retrovisore. L'Inter ha un percorso che chiede nervi e lucidità: Atalanta, Fiorentina, Roma, Como e più avanti Lazio e Bologna. Anche il Milan ha davanti a sé un calendario tutt'altro che semplice, visto che ci sono da affrontare ancora Lazio, Napoli, Juventus ed Atalanta, ma ha un vantaggio strategico: Allegri sa trasformare i finali di stagione in gestione del rischio, quindi punti sporchi, partite chiuse, margini difesi.
E quando l'Inter entra in settimane pesanti, basta un inciampo doppio per trasformare sette punti in tre (si spera prima della sosta). Certo, bisognerà sempre vedere se il Milan sarà in grado di fare il suo vincendo contro Lazio prima e Torino poi, ma semmai questo scenario dovesse realizzarsi, la pressione a quel punto cambia campo.
Allegri è esperienza, Chivu è apprendistato: e la storia del Milan lo dimostra
Qui c'è un dettaglio enorme: in panchina, Allegri è abitudine a reggere il titolo, Chivu invece è ancora un progetto in fase di evoluzione, bravo, perché comunque i risultati sono dalla sua, ma non a questo livello. E poi c'è la memoria rossonera: nella stagione 1998-1999 il Milan rimontò sette punti alla Lazio nelle ultime sette giornate di campionato togliendosi la soddisfazione di vincere il titolo nell'anno del suo centenario.
Morale "da protagonista"? Sì: se ci credi, costringi l'altro a tremare. E quando l'altro trema, come successo l'anno scorso nella lotta con il Napoli o nel 2021/22 proprio contro il Milan, lo scudetto non è più lontano, è conteso. Basta volerlo, perché ricordiamoci una cosa fondamentale: "Succede solo a chi ci crede".






