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tmw / milan / Primo Piano
Milan, basta dispersioni: seguire Allegri è l'unico modo per dare senso al mercato
Oggi alle 14:00Primo Piano
di Lorenzo De Angelis
per Milannews.it

Milan, basta dispersioni: seguire Allegri è l'unico modo per dare senso al mercato

Negli ultimi quattro anni il Milan ha investito (e ricavato) tantissimo sul mercato, ma senza riuscire a costruire una squadra davvero coerente, solida e riconoscibile. I numeri fanno rumore: 62 milioni spesi nel 2022/23, 132 nel 2023/24, 139 nel 2024/25 e170 nel 2025/26 (dopo averne ricavati però 179), per un totale di 503 milioni di euro, con una media superiore ai 125 milioni a stagione. Cifre enormi, soprattutto se rapportate ai risultati ottenuti e alla sensazione costante di una rosa spesso incompleta, assemblata più per occasioni che per visione. 

La linea deve essere una sola: quella dell'allenatore

Ecco perché oggi il punto non è spendere ancora, ma spendere con criterio. Se il Milan ha deciso di affidarsi a Massimiliano Allegri, allora deve avere il coraggio di seguirne fino in fondo le indicazioni. Non avrebbe senso continuare con la solita strategia ibrida, in cui l'allenatore chiede profili funzionali ed esperti e poi si finisce per prendere giocatori scollegati con l'idea tattica. È così che si bruciano soldi, tempo e stagioni. Servono 4 innesti chiari, mirati, scelti per costruire una squadra compatibile con il calcio del tecnico livornese, non spumeggiante a livello di gioco, ma pragmatico. 

Più che comprare tanto, il Milan deve comprare bene

La vera riflessione è questa: che squadra avrebbe oggi il Milan se quei 503 milioni di euro fossero stati investiti come si deve? Probabilmente una rosa più forte, equilibrata e con molte meno toppe da mettere ogni estate. Il problema non è statao il budget, ma l'assenza di una direzione netta. Adesso il club è davanti a un bivio: continuare a inseguire intuizioni sparse, oppure dare ad Allegri gli uomini giusti. Per nel mercato, come nel calcio, spendere tanto non basta. Bisogna sapere dove mettere le mani. 

© foto di Giuseppe Cottini