Jimenez svela: "Non volevo andarmene dal Milan. Chiesta la maglia numero 2, hanno detto no"
"Sono cresciuto nei due club più importanti del mondo. Qui al Bournemouth si vive in modo più tranquillo, c’è meno pressione. I tifosi sono sempre al nostro fianco, nel bene e nel male". Parla così Alex Jimenez, terzino destro spagnolo cresciuto nel Real Madrid, che ha lasciato il Milan nell'ultimo giorno di mercato per approdare al Bournemouth e in Premier League.
Con il club rossonero però non si è lasciato male, come ha raccontato nell'intervista a Sky Sport: "Grazie", è la prima parola che gli viene in mente. "È il club che mi ha lanciato in prima squadra, che ho amato e che amo. Sono stato molto bene al Milan: non volevo andarmene", la confidenza del 20enne. "Ma quando è iniziata la stagione ho capito che non sarei stato protagonista: ci sono state varie situazioni che non ho apprezzato".
In tal proposito Jimenez è sceso nel dettaglio delle frizioni avute: "Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare, dovevano credere di più in me", il dito puntato dal giocatore. "Vi faccio un esempio. A inizio stagione ho chiesto la maglia numero 2: ci tenevo per la tradizione di grandi terzini. Mi hanno risposto di no: dicevano che non ero pronto, che ero troppo immaturo. Si sbagliavano. Da lì, è vero, ho perso concentrazione e sono arrivato alcune volte in ritardo".
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