Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / milan / Serie A
L'ex addetto arbitri del Milan torna su Calciopoli: "Alla fine il cerino è rimasto in mano a me"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 22:52Serie A
di Pierpaolo Matrone

L'ex addetto arbitri del Milan torna su Calciopoli: "Alla fine il cerino è rimasto in mano a me"

Dopo anni lontano dai riflettori, Leonardo Meani è tornato a parlare della vicenda Calciopoli, che nel 2006 cambiò completamente la sua vita. L’ex addetto agli arbitri del Milan, oggi ristoratore a Lodi, ha ripercorso quei mesi difficili ricordando come il suo nome finì improvvisamente al centro dello scandalo che travolse il calcio italiano. "Tutto iniziò il 7 maggio 2006", ha raccontato a La Gazzetta dello Sport, ricordando il ritiro del Milan a Salsomaggiore e la battuta di Filippo Inzaghi a colazione: "Pippo mi mostrò la Gazzetta e scherzò dicendo: ‘Ora ti vengono a prendere’". Una frase che, col senno di poi, si rivelò quasi profetica. Meani ha spiegato di aver vissuto settimane pesantissime, trascorse anche sotto scorta dopo alcune minacce ricevute: "Rimasi un mese e mezzo protetto dalla Polizia. Minacciarono di bruciarmi il ristorante". L’ex dirigente si rifugiò persino all’Isola d’Elba, ma senza riuscire davvero a sfuggire alla pressione mediatica. Sulle intercettazioni finite al centro del processo, Meani continua ad avere una posizione precisa: "Le conversazioni, senza contesto, non si capiscono. Io scherzo molto e alcune frasi sono state interpretate troppo alla lettera". Infine una riflessione amara sul rapporto con il Milan e sulle responsabilità di quel periodo: "È stato come il gioco del cerino: alla fine il cerino è rimasto in mano a me".