La Francia fa paura, ma la Spagna convince sempre di più. E Yamal deve ancora accendersi
La Spagna continua a vincere e, soprattutto, continua a convincere. Il 3-0 all'Austria conferma una sensazione sempre più forte: la Roja campione d'Europa è una delle principali candidate alla conquista del Mondiale. Non solo per la qualità del gioco, ma per la completezza di un organico che sembra avere risposte in ogni zona del campo.
Il protagonista atteso e il vero uomo copertina
L'emblema di questa squadra è Mikel Oyarzabal. Per mesi si è ripetuto che alla Spagna mancasse un vero centravanti, un finalizzatore capace di trasformare il dominio territoriale in gol. In realtà Luis de la Fuente lo aveva già trovato: l'attaccante della Real Sociedad interpreta il ruolo alla perfezione, perché dialoga con i compagni, attacca gli spazi, lega il gioco e soprattutto segna con una continuità impressionante. La doppietta contro l'Austria porta il suo bottino a 17 reti nelle ultime 16 partite con la nazionale e a quattro gol nelle prime quattro gare di questo Mondiale. Numeri da bomber puro, ma ottenuti senza rinunciare al lavoro sporco che il commissario tecnico pretende dal proprio centravanti.
Ma la vera notizia è la crescita di Lamine Yamal. Il talento del Barcellona sembra finalmente aver ritrovato brillantezza dopo un inizio di torneo gestito con attenzione. Il minutaggio aumenta e le sensazioni sono sempre più positive; contro l'Austria è stato il giocatore più imprevedibile in campo: ha saltato l'uomo con continuità, ha creato superiorità numerica e ha costretto Schlager (e Alaba) agli straordinari. Gli è mancato soltanto il gol, ma l'appuntamento è solo rimandato.
Una squadra con mille risorse
Il vero punto di forza della Spagna è la varietà delle soluzioni. I terzini sono ormai una fonte costante di gioco e produzione offensiva: Cucurella ha servito due assist ed è stato dominante sulla fascia sinistra, mentre Pedro Porro ha impreziosito la sua prestazione con il gol del raddoppio e continue sovrapposizioni. In mezzo al campo, poi, il controllo resta assoluto. Rodri detta i tempi con la consueta autorevolezza, Pedri e Dani Olmo alternano palleggio e inserimenti, permettendo alla Roja di accelerare o rallentare il ritmo quando necessario. E la panchina fa impressione.
È proprio questa maturità collettiva a rendere la Spagna una candidata credibile al titolo. Non vive soltanto delle giocate dei singoli, ma domina le partite attraverso il possesso, la riaggressione immediata e una struttura tattica ormai perfettamente assimilata. Ora, però, il livello si alzerà. Agli ottavi arriverà la vincente tra Portogallo e Croazia, il primo avversario di assoluto spessore nel cammino delle Furie Rosse. Sarà il banco di prova ideale per capire se questa Spagna, oltre a dominare, abbia davvero tutto ciò che serve per arrivare fino in fondo e tornare anche sul tetto del mondo.






