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Malagò netto: "In Italia la mentalità va cambiata. Yamal non giocherebbe, non c'è coraggio"

Malagò netto: "In Italia la mentalità va cambiata. Yamal non giocherebbe, non c'è coraggio" TUTTOmercatoWEB
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Yvonne Alessandro
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Yvonne Alessandro
Oggi alle 00:15Serie A

"Cosa serve? La mentalità va cambiata. Si parte dai dirigenti, i giocatori devono dare l'esempio in campo". Questa una delle ricette che Giovanni Malagò, presidente della FIGC, inseguirà dal momento in cui è stato eletto per ristrutturare totalmente tutto l'apparato del calcio italiano.

Si partirà prima di tutto con l'assegnazione del ruolo da direttore tecnico, per cui Paolo Maldini sembrerebbe il designato. Ma chi sarà il nuovo commissario tecnico? Per la scelta il numero uno della Federazione non vuole occuparsene da solo: "Non mi manca il coraggio di farlo, ma voglio appoggiarmi a qualcuno. Voglio condividerlo con qualcuno. Penso di saperne abbastanza, ma voglio qualcuno che ne sappia più di me. Il famoso direttore tecnico che magari può diventare Club Italia. Così gli italiani devono capire il discorso di mentalità e cultura. Io sono molto vicino a questa persona e cominciamo a fare molto velocemente una scelta su chi debba essere l'allenatore", ha dichiarato a Rai 2.

Nel corso della chiacchierata è emersa anche la frase, diventata virale, di Julio Velasco ("In Italia Yamal non giocherebbe"): "L'ho chiamato dopo quella intervista, mi ha cercato con un messaggio. Dice una cosa sacrosanta. Non giocherebbe Yamal perché ci sono due componenti: l'allenatore non ha il coraggio di mettere un ragazzo di 16 anni in prima squadra", ha detto molto chiaramente Malagò. "In Italia c'è il rischio che si scopra troppo dopo. A questo risponde mentalità, cultura e coraggio. Yamal è così forte... Non puoi aspettare però di trovare il più forte del mondo, ma centinaia di giocatori forti non puoi perderli per strada".

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