"Possa la pace prevalere tra le nazioni", il messaggio dell'Iran ricorda anche il massacro di Minab
“Possa la pace, il rispetto e l'amicizia prevalere tra tutte le nazioni”. Con questa frase si chiude il messaggio lasciato dalla nazionale dell’Iran negli spogliatoi del SoFi Stadium di Inglewood, a Los Angeles, dopo il pareggio per 0-0 contro il Belgio nella seconda gara del girone dei Mondiali in svolgimento in centro e nord America: "Dall'antica Persia di migliaia di anni fa all'Iran civilizzato di oggi, lo spirito dell'Iran rimane vivo e saldo. Siamo venuti a Los Angeles con orgoglio, abbiamo gareggiato con onore e ce ne andiamo con dignità. Grazie, Los Angeles, per la tua ospitalità. - si legge nel testo integrale - E grazie a ogni iraniano che ha donato il proprio cuore, la propria voce e la propria anima per l'Iran durante questi 180 minuti. Possa la pace, il rispetto e l'amicizia prevalere tra tutte le nazioni".
Un testo, soprattutto per l’ultima frase, significativo dopo la recente svolta, con il memorandum firmato in Svizzera e i nuovi colloqui di pace, della guerra che ha visto contrapposti Stati Uniti e Israele, oltre gli alleati del Golfo Persico, da un lato e l’Iran, coi suoi proxy, dall’altro e che aveva messo in dubbio la stessa partecipazione del ‘Team Melli’ al Mondiale (dove comunque vigono forti restrizioni come quella di non poter soggiornare negli USA e dover fare immediato ritorno in Messico dopo le gare giocate sul territorio statunitense).
Nel testo, oltre ad alcuni cuoricini, anche due hastag - #768 e #minab - che riportano a uno degli attacchi più brutali degli Stati Uniti in questa guerra come il bombardamento della scuola femminile di Minab in cui le vittime, quasi tutte minorenni, furono appunto 768. Un massacro che l’Iran in questi giorni al Mondiale ha voluto ricordare e commemorare in più di un’occasione.






