Iran, pioggia di polemiche dopo il Mondiale: la FIFA rischia una causa da 850 milioni di euro
L'eliminazione dell'Iran dal Mondiale continua a far discutere e potrebbe ora sfociare in una clamorosa battaglia legale. La FIFA è stata citata in giudizio davanti al Tribunale di Boston con una richiesta di risarcimento pari a 850 milioni di euro per presunte discriminazioni subite dalla nazionale iraniana durante la competizione.
Nel mirino il gol annullato contro l'Egitto e il trattamento riservato alla squadra
A presentare l'esposto è stato Lotfollah Kaveh Afrasiabi, cittadino iraniano-americano, che sostiene di agire a nome di 91 milioni di iraniani.
Al centro dell'accusa c'è il gol annullato a Shojae Khalilzadeh nella sfida contro l'Egitto. Secondo Afrasiabi, quella rete avrebbe garantito all'Iran la vittoria e la qualificazione al turno successivo, ma fu cancellata per fuorigioco dopo la revisione del VAR. Nel ricorso si sostiene che quella decisione abbia provocato un profondo danno emotivo ai tifosi iraniani.
La denuncia non si limita però all'episodio arbitrale. Afrasiabi accusa infatti la FIFA di non aver garantito condizioni di preparazione paritarie all'Iran, evidenziando le restrizioni alle quali sarebbero stati sottoposti giocatori e staff durante la fase a gironi. Secondo il ricorrente, l'insieme di questi episodi avrebbe causato un'umiliazione collettiva per milioni di cittadini iraniani.
Al momento né la FIFA né il suo presidente, Gianni Infantino, hanno rilasciato dichiarazioni sul procedimento.






