Ronaldo in campo 90', Martinez lo difende: "Serviva il miglior marcatore della storia"
Il debutto del Portogallo al Mondiale 2026 si è chiuso con un deludente pareggio contro la Repubblica Democratica del Congo (1-1), ma nel dopo partita il tema principale non è stato il risultato bensì la gestione di Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese, apparso in difficoltà durante il match, è rimasto in campo per tutti i novanta minuti, scelta che ha sollevato interrogativi e critiche.
Il commissario tecnico Roberto Martínez ha però difeso con decisione la propria decisione, spiegando il valore tattico e simbolico della presenza di CR7 anche nelle fasi più complicate della gara: "In partite come questa, in cui facevamo fatica a entrare in area contro una difesa molto chiusa, spesso schierata con cinque o sei uomini, le qualità di Cristiano fanno la differenza", ha dichiarato Martínez. "Non ha senso lasciare in panchina il miglior marcatore della storia del calcio quando hai bisogno di segnare".
Il tecnico ha poi sottolineato come l’ingresso di alternative offensive, come Gonçalo Ramos, non avrebbe necessariamente risolto il problema della densità difensiva avversaria: "In queste situazioni l’esperienza di Cristiano dentro l’area è fondamentale, così come la sua capacità di attirare i difensori e liberare spazi per i compagni. Ogni giocatore ha un ruolo specifico e il suo è decisivo quando si tratta di fare gol. Quando cerchi la rete, Cristiano deve essere in campo", ha concluso Martínez, ribadendo la fiducia totale nel capitano.
Nel frattempo, però, il dibattito resta aperto. Il Portogallo ha mostrato difficoltà offensive contro una difesa organizzata, e la prestazione di Ronaldo continua a dividere opinione pubblica e analisti, soprattutto dopo le critiche arrivate anche da Thierry Henry sul suo contributo al gioco collettivo.






