Tuchel e il caso Bellingham: "Non serve essere un cavallo per essere un buon fantino"
Alla vigilia della semifinale del Mondiale contro l'Argentina, Thomas Tuchel ha chiarito il botta e risposta avuto con Jude Bellingham dopo il quarto di finale vinto dall'Inghilterra contro la Norvegia. Il centrocampista del Real Madrid aveva reagito alle critiche ricevute durante la partita, ma il commissario tecnico inglese ha ridimensionato l'accaduto: "Ho avuto una carriera da calciatore modesta, nella migliore delle ipotesi, ma non credo sia necessario aver giocato ad altissimi livelli per diventare un buon allenatore. Come dice un famoso detto: 'Non serve essere un cavallo per essere un buon fantino'", ha esordito Tuchel in conferenza stampa.
Il tecnico tedesco ha poi spiegato il contesto delle sue osservazioni: "Le nostre parole nascono entrambe dalla stessa mentalità competitiva. Io l'ho definito un giocatore di livello mondiale e ho sottolineato che aveva deciso la partita con giocate straordinarie. Gli è stata riportata solo la parte negativa e lui ha reagito a caldo dopo 120 minuti, due gol e tutte le energie lasciate in campo. È una reazione assolutamente normale".
Tuchel ha infine rassicurato sull'atmosfera all'interno dello spogliatoio: "Ne abbiamo parlato subito dopo la partita e nuovamente lunedì. La questione è chiusa. Ora tutta la squadra è concentrata su un unico obiettivo: la semifinale contro l'Argentina".






