Turchia, e ora? Dal percorso da non cancellare alle riflessioni su Montella dopo la delusione
La prima grossa sorpresa del Mondiale 2026 è la Turchia anche se, purtroppo per il nostro Vincenzo Montella, si tratta di una sorpresa in negativo. Yildiz e compagni hanno già salutato il torneo che si sta disputando fra Stati Uniti, Canada e Messico, pure se manca loro ancora una partita - a questo punto ininfluente - da giocare nel proprio girone.
A San Francisco basta una rete realizzata dopo appena due minuti da Galarza per regalare tre punti pesantissimi al Paraguay e rilanciare le ambizioni di qualificazione dei sudamericani.
A fine gara l'interista Hakan Calhanoglu parla da leader e capitano: "È stata un'esperienza formativa per tutti. Dovremmo essere orgogliosi di noi stessi; non siamo arrivati fin qui facilmente. Guardate quanta strada abbiamo fatto... Abbiamo altri tornei davanti a noi". Ha ragione il centrocampista, il percorso fatto in questi anni non va cancellato da questa esperienza finita male.
Il percorso di qualificazioni d'altronde era stato esaltante: la Turchia ha fatto fuori la Georgia di Kvaratskhelia, arrivando seconda solo alla Spagna. E gli ultimi Europei? La Turchia è riuscita a portarsi fino ai quarti di finale, per poi centrare appunto la qualificazione ad un Mondiale che mancava da cinque edizioni consecutive. L'ultima partecipazione risaliva infatti addirittura al 2002, quando arrivò uno storico terzo posto.
Ora questo shock, che magari potrà essere formativo per chi come Yildiz e Guler ha un'intera carriera davanti. "Per tutti noi, anche per me, era la prima volta", ha fatto notare con molta onestà Calhanoglu. Ora la Federazione dovrà decidere cosa fare, mentre in Turchia c'è chi critica anche lo stesso ct Montella.






