Dalla sfida a Palestra-Bartesaghi all'esplosione Mondiale: Manzambi, è addio Italia
Centrocampista. Trequartista. Esterno. Mezzala. Falso nueve. Johan Manzambi è tantissime cose e, probabilmente, non sarà un giocatore che vedremo a breve in Serie A. La prima volta che incrociò l'Italia, il classe 2005 della Svizzera, super protagonista degli elvetici con già 3 gol in bacheca, fu con l'Under 19. Vinse, in quella Nazionale c'era tanto talento da entrambe le parti, gli azzurrini davanti si aggrappavano a Pafundi e Vacca, era il novembre del 2023.
In quegli azzurrini c'era Marco Palestra a fare il terzino destro, Davide Bartesaghi a sinistra, il talento non ci è mai mancato perché in quella formazione di Bernardo Corradi, bravo e abile a crescere i ragazzi ma pure a lavorare coi campioni e per questo scelto dalla Sampdoria come nuovo allenatore. Manzambi fece mirabilie in ottantuno minuti di partita, sembra una vita fa invece sono due anni e mezzo nei quali il ventenne di Ginevra è cresciuto in modo esponenziale.
Beato chi sceglie la Bundesliga: Manzambi aveva già salutato il Servette, che lo ha cresciuto da giovanisismo, dai primi calci della carriera, era già parte dell'accademia del Friburgo. Tutto il settore giovanile, poi l'esordio a quasi diciannove anni tra i grandi in Bundesliga nella gestione di Julian Schuster. Come dire: crescerli con pazienza e lanciarli al momento giusto. La differenza sostanziale sta nel minutaggio e nella fiducia avuta: dopo un primo anno di apprendistato, comunque undici partite, due gol e due assist in Bundes, più tante gare in Regionaliga nella seconda squadra, ecco l'anno della consacrazione. Diventa subito un perno, perché passato il provino, che necessità c'è d'investire altrove? Dopo l'inverno, ci pensa il Napoli, ma Manzambi costa già 20 milioni. Serve scegliere l'allenatore, ponderare il colpo, studiare l'ipotesi, poi il Mondiale e ora la cifra farà 60-70. Dunque, Premier League. E addio Italia.






