Da garanzia a incertezza: il momento no di Buongiorno, tra fatica e cambi modulo
La vittoria del Napoli contro il Genoa ha lasciato in eredità più di un pensiero ad Antonio Conte. Il volto della serata, in negativo, è stato quello di Alessandro Buongiorno, coinvolto direttamente in entrambe le reti incassate dagli azzurri. Due errori gravi in fase di impostazione che hanno rischiato di compromettere una partita poi salvata solo dal risultato finale.
Il primo episodio arriva dopo pochi secondi: un retropassaggio debole, l’anticipo di Vitinha, l’uscita disperata di Meret e il rigore trasformato da Malinovskyi. Un avvio shock che Buongiorno sembrava aver assorbito grazie alla pronta reazione del Napoli, capace di ribaltare il match già nel primo tempo. Ma nella ripresa riaffiora l’incubo: controllo sbagliato, Colombo che gli soffia il pallone e vola verso il 2-2, gelando il Maradona. È in quel momento che Antonio Conte decide di intervenire, sostituendolo più per tutelarlo che per scelta tattica. L’immagine del difensore che lascia il campo coprendosi il volto racconta meglio di ogni parola il peso di una serata difficile, mitigata solo dall’abbraccio dei compagni.
Fa impressione pensare che solo pochi mesi fa Buongiorno era uno dei simboli dello scudetto. In questa stagione, però, qualcosa si è inceppato: continui cambi di sistema, tante partite di seguito dopo infortuni e operazione, episodi sfavorevoli e una serie di errori – dall’autorete di Eindhoven ai rigori concessi in Europa – hanno incrinato certezze e serenità. Ora la priorità del Napoli è chiara: ritrovare il giocatore, prima ancora del difensore.
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