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tmw / napoli / Le Interviste
Del Genio: “Il Napoli aspetta troppo! Deve alzare il pressing per aumentare XG, gol e punti”
Oggi alle 14:30Le Interviste
di Antonio Noto
per Tuttonapoli.net

Del Genio: “Il Napoli aspetta troppo! Deve alzare il pressing per aumentare XG, gol e punti”

Paolo Del Genio individua nel baricentro basso e nel calo del pressing le cause della scarsa produzione offensiva azzurra.

Paolo Del Genio, giornalista, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: "Perché il Napoli produce poco dal punto di vista offensivo?
“Secondo me è un problema di distanza, per voler rispondere velocemente. C’è troppo campo da coprire per troppi uomini, perché a volte siamo per troppo tempo bassi. Tanto è vero che poi, quando abbiamo alzato la squadra, abbiamo prodotto, perché le qualità non mancano. Quindi, secondo me, più siamo alti, più pressiamo, più recuperiamo il pallone a 30-40 metri dalla porta avversaria. Ma questo non è il Napoli, questo vale per tutte le squadre. Dipende sempre molto dalle caratteristiche dei giocatori, nel senso che, diciamo filosoficamente, è giusto pressare molto alto e poi avere poco campo davanti per subito ripartire, quindi si è più vicini alla porta. Però magari, se non hai i giocatori giusti per quell’intensità nel pressing, può essere anche un’arma a doppio taglio. Ora non so se il Napoli abbia nelle gambe dei giocatori quelle caratteristiche per un pressing molto alto. L’anno scorso per tutta la stagione l’ha fatto molto di più, lo dicono i dati. Comunque il PPDA, che è il segnale statistico per capire come vai a pressare e con quanta intensità, è passato dall’11 al 17. Cioè interrompevamo, per essere più precisi, l’azione avversaria dopo 11 passaggi, che è una buona media perché le migliori hanno 8. Noi eravamo a 11 con Conte. Adesso siamo passati a 17 e siamo fra le peggiori. Diciamo che è un Napoli che aspetta di più. Dobbiamo migliorare, ma secondo me è la cosa più importante. Io sto battendo su questo tasto perché sto provando a spiegare, non so se ci riesco, che se migliori questo e vai a recuperare il pallone più in alto e più velocemente, migliorano in automatico anche i palloni toccati nell’ultimo terzo, i palloni toccati nell’area di rigore avversaria e quindi gli xG, e quindi i gol, e quindi i punti in classifica. Quindi non è una statistica che a me piace perché alla fine voglio alzare il trofeo del PPDA, ma il PPDA ti porta, guardando le statistiche che possiamo vedere in giro per tutta Europa, ad avere quasi sempre una determinata posizione di classifica”.

I giocatori del Napoli di quest’anno sono adatti a sostenere questo tipo di pressing?
“Secondo me sì, secondo me è una questione di convinzione. Non è neanche detto che ti stanchi di più. Se sei basso e devi correre, abbiamo giocato a basket, ci ricordiamo che era più faticoso fare gli scivolamenti difensivi per stare dietro a chi dovevi marcare che invece fare un taglio per andare a segnare. Anche un pressing alto: subito la recuperi e vai al canestro, anziché lavorare 24 secondi in difesa. Sembra più dispendioso, però invece corri in avanti, aggredisci, vedi la possibilità. Mentre difendi, perché il pressing è un’arma difensiva, è una fase difensiva del gioco di una squadra, ma è una fase difensiva che è legata a doppio filo con la fase offensiva, perché se il pressing è efficace e ti porta a recuperare il pallone, c’è la transizione, l’azione si trasforma da difensiva in offensiva. L’importante è capire dove l’hai fatto, perché se l’hai fatto a 70 metri dalla porta avversaria, poi è complicato pensare che si trasformi in un’azione da rete. Anche perché nel calcio moderno, con le preventive fatte bene, il vero e proprio contropiede di una volta si vede raramente. Anche questo lo dicono le statistiche: la squadra che ne fa di più fa 1,5 a partita. Il contropiede è scomparso e ha lasciato il posto alle ripartenze brevi, quelle sui 30-40 metri, che si ottengono solo se vai a pressare alto”.

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