Elmas racconta il terzo scudetto: “Spalletti ci disse che saremmo diventati campioni”
Antonio Noto
Eljif Elmas, oggi all’Atalanta, è tornato a raccontare gli anni vissuti al Napoli in un’intervista a Diretta.it, soffermandosi soprattutto sulla stagione dello Scudetto 2022/23 e sul ruolo avuto da Luciano Spalletti. Il macedone ha ricordato il discorso con cui il tecnico, già durante il ritiro precampionato, provò a cambiare la mentalità della squadra: “La cosa che mi ha colpito di più fin dall'inizio è stato quando siamo arrivati al ritiro precampionato. Lui è venuto da noi e ha detto: ‘Sentite, l'anno scorso siamo arrivati terzi, ma quest'anno non voglio arrivare secondo, terzo o quarto. Quest'anno voglio essere campione. Saremo campioni’”. Una convinzione che inizialmente non apparteneva a tutti: “A volte, nemmeno noi credevamo di poter diventare campioni perché vincere il campionato col Napoli dopo 33 anni è incredibilmente difficile, ma quello è stato il momento in cui abbiamo iniziato tutti a crederci. Le sue parole ci hanno dato quell'energia extra per alzare davvero il livello del nostro lavoro”.
Elmas racconta lo Scudetto del Napoli: “Ogni settimana i tifosi venivano a casa mia”
Spalletti, secondo Elmas, arrivava a essere particolarmente esigente durante gli allenamenti: “A volte era persino, oserei dire, fastidioso su questo aspetto durante le sessioni di allenamento, ma te ne rendi conto solo dopo, quando non c'è più, quanto ti aiuti effettivamente a raggiungere un certo livello”. Il ricordo più suggestivo riguarda però l’atmosfera vissuta in città durante la cavalcata Scudetto: “Ad aprile, hanno messo una mia statua dove vivevo, una di quelle di plastica, sapete, in un grande parco vicino a casa mia. Loro si stavano preparando per la consegna del trofeo. Tutto a Napoli era davvero speciale. Ogni settimana le persone venivano a casa mia portando dolci e ogni tipo di cibo. Ovunque andassi al ristorante, era già tutto pagato. Non potevi uscire facilmente per una passeggiata, quell'anno è stato semplicemente surreale”.
Elmas ha parlato anche della successiva esperienza al Lipsia, spiegando di essere stato scelto personalmente da Max Eberl: “Sono stati loro a insistere per il mio trasferimento e, in quel momento, non credo di essere stato un giocatore voluto dall'allenatore; ero un giocatore voluto dai direttori sportivi”. Una situazione cambiata rapidamente dopo il passaggio di Eberl al Bayern Monaco: “Dopo una conversazione con l'allenatore, mi sono rivolto a mia madre e ho detto: ‘Ascolta, la cosa potrebbe andare molto, molto peggio di quanto mi aspetti’”. Il macedone ha comunque respinto le critiche sulle sue qualità per il calcio tedesco: “Sapevo di poter giocare non solo in Bundesliga, ma in qualsiasi campionato di vertice, perché so che tipo di giocatore sono”.
Elmas all’Atalanta: “Sarri mi voleva fortemente, qui posso dare il massimo”
La nuova tappa della carriera è l’Atalanta, scelta anche per la fiducia ricevuta da Cristiano Giuntoli e Maurizio Sarri: “A dire il vero, la fiducia mostrata dal direttore sportivo e il fatto che l'allenatore mi volesse fortemente mi hanno dato una grande spinta”. Elmas è convinto di aver trovato l'ambiente adatto per rilanciarsi: “Credo di poter diventare il giocatore che sono destinato a essere qui. Credo di poter dare il massimo e tirare fuori il meglio di me. Sento che questo sia il club giusto per me in questo momento”.
Determinante anche la presenza di Giuntoli, già conosciuto durante l’esperienza napoletana: “Conosco il direttore sportivo dai tempi del Napoli e porta un'energia speciale. Giocano lo stesso stile di calcio che ho praticato per quasi sette anni al Napoli, motivo per cui ho scelto l'Atalanta senza esitazione”.


