Allegri cambia modulo? Paganin fa il nome: “Può diventare un’arma tattica”
Francesco Carbone
La difesa a tre può offrire al Napoli una soluzione tattica in più e, soprattutto, permettere a Massimiliano Allegri di sfruttare meglio le caratteristiche della rosa. Ne è convinto Massimo Paganin, intervenuto su Radio Kiss Kiss Napoli, che considera Giovanni Di Lorenzo uno dei giocatori chiave per un eventuale cambio di sistema: “Di Lorenzo lo ha già fatto e lo ha fatto molto bene. Nel calcio moderno il terzino di una difesa a quattro, come Di Lorenzo, che si adatta e si sposta centralmente, dà delle grandissime soluzioni”. Da qui la possibilità di costruire una linea asimmetrica: “Diventerebbe una linea di difesa asimmetrica, dove alla tua destra hai un braccetto che spinge molto e gli altri due si fermano. Hai la possibilità di ruotare la squadra, di difenderti con tre giocatori, quindi con i cinque che scendono, perché nel calcio di oggi è molto importante coprire la larghezza”. Paganin non ha dubbi sulle capacità di Di Lorenzo: “Può farlo? Sì, lo ha dimostrato, può farlo molto bene”. Per completare la linea, invece, potrebbero essere valutati Badiashile o Rafa Marin: “Credo che l’idea di Allegri sia proprio quella di poter uscire sul lato destro, soprattutto, che è il lato più forte del Napoli, ed eventualmente lasciare Badiashile o Rafa Marin da braccetto di sinistra”.
Paganin: “De Bruyne può fare la differenza vicino a Højlund”
L’eventuale passaggio alla difesa a tre avrebbe conseguenze anche sul modo di attaccare e potrebbe soprattutto favorire Rasmus Højlund, evitando che il centravanti rimanga troppo isolato: “La parte più difficile per l’allenatore è proprio quella di evitare che la punta si isoli troppo e che sia facilmente marcabile, perché quando sei isolato troppo, per quanto sia forte, sei prevalentemente in due contro uno”. Per questo Paganin considera particolarmente interessante il 3-4-2-1, con due giocatori alle spalle della punta: “Se giochi con un 3-4-2-1, per caratteristiche i due giocatori devono giocare dentro al campo, praticamente dietro a Højlund”. Una soluzione che garantirebbe maggiore sostegno al centravanti: “È chiaro che lui può avere un appoggio maggiore e lo puoi sfruttare meglio”. In questo scenario, Kevin De Bruyne potrebbe diventare una delle pedine più importanti: “È quello che è più bravo a giocare tra le linee e la sua carriera lo racconta. È uno dei giocatori più forti in assoluto al mondo a dare l’ultimo passaggio, a creare l’ultimo passaggio”. Per questo la sua posizione vicino alla prima punta potrebbe risultare decisiva: “Farà una grande differenza riuscire ad averlo tra le linee o comunque vicino alla prima punta. Ti dà delle grandi soluzioni non solo per la prima punta ma anche per chi si può inserire. È un grande rifinitore, ha bisogno di essere in quella zona perché devi sfruttare quelle che sono le sue qualità in fase di ultimo passaggio”.


