Andrea Pirlo, il Maestro del passaggio. Leader silenzioso che ha vinto (quasi) tutto
Sembrava il trequartista perfetto per il dopo Baggio. Bresciano, piedi fatati, destinato a grandissimi palcoscenici. Alla fine Andrea Pirlo è stato, nel suo, una icona. Però non è stato il nuovo Baggio, forse perché il numero era differente - il 21 - e probabilmente perché Carlo Mazzone ha intuito come potesse avere una sua grande ragione d'essere come regista a centrocampo e non dietro le punte, anche se il passaggio di qualità c'era, eccome. Pirlo è diventato "Il Maestro" un po' per tutti, per quella sua capacità di calciare il pallone con grande effetto, sì, ma anche per vedere autostrade dove gli altri vedono sentieri. Sicuramente è stato un grandissimo rimpianto per l'Inter, la prima ad accorgersi del suo talento ma anche a scaricarlo come fosse un Drazen Brncic qualsiasi (che infatti arriverà in contropartita per Pirlo).
Al Milan, dopo la parentesi bresciana con Mazzone, diventa il calciatore che è rimasto negli occhi e nella mente di tutti. Quello che era arrivato a sprazzi all'Inter, più o meno chiaramente alla Reggina, poi trasformato appunto nel centrocampista solido che poi ha vinto tutto con il Milan. Coppe Campioni e Scudetti, un Mondiale per Club e Coppe Italia. Tanti anni in rossonero, poi Allegri lo scarica e - di fatto - diventa perfetto per il gioco di Antonio Conte alla Juventus, con il tecnico che lo aveva bocciato che se lo riprende più che volentieri. Campione del Mondo con l'Italia del 2006, ha sfiorato l'Europeo nel 2012 battuto solo dalla Spagna.
E poi c'è l'ultima carriera, quella da allenatore. Inizia sulla panchina della Juventus Next Gen, ma non è nemmeno un principio, è un sentimento. Perché Maurizio Sarri viene eliminato dal Lione negli ottavi di finale di Champions post Covid, perdendo il posto in agosto, dopo avere vinto il campionato. Così a prenderne il posto è lui, forse schiacciato dalle responsabilità per i nove Scudetti consecutivi e la necessità di centrare almeno una posizione Champions per non rischiare ulteriormente a bilancio. Lo fa grazie al Verona, che pareggia contro il suo grande amico Gennaro Gattuso e il suo Napoli, regalandogli il quarto posto. Viene esonerato e solo il Karagumruk punta su di lui. Oggi Andrea Pirlo compie 44 anni.






