Jurgen Klopp, la rockstar della panchina. Vero alter ego di Guardiola, con una squadra più debole
Potrebbe essere musica classica, invece gli preferisce l'heavy metal. Che è come dire: troppo facile vincere con quelli che sono sempre più forti, meglio divertirsi a sovvertire l'ordine prestabilito. È la missione che Jurgen Klopp si è sempre prefissato: meglio Davide di Golia, sia con il Borussia Dortmund, portato a un passo dalla gloria imperitura nella finale di Champions 2013, sia con il Liverpool, storicamente più avvezzo a vincere le Champions, interrompendo anche il digiuno da Premier League durato più di tre decenni. Curiosità: è l'unico ad avere vinto un campionato nazionale da quando Pep Guardiola è comparso sulle scene internazionali.
Per questo Jurgen Klopp ne è l'alter ego. Calciatore discreto, bandiera del Magonza dove inizia anche la carriera da allenatore. Ci rimane per diciassette anni, fra campo e panchina, prima, appunto, del passaggio al Borussia Dortmund. Qui crea una squadra straordinaria, dove Lucas Barrios è l'attaccante, anche se poi arriva Lewandowski. Ci sono Kagawa e Gundogan, Gotze e Hummels, Subotic e Perisic. Insomma, una squadra piena di talento, con tantissimi giovani e un'idea di gioco decisamente innovativa.
Anche a Liverpool è passato prima per la sconfitta, poi per diventare un idolo. La solita finale di Europa League vinta dal Siviglia a Basilea, dopo che sembrava pronto a esultare per il primo trofeo internazionale. Klopp è probabilmente uno dei migliori allenatori del proprio tempo, anche se è quasi "simpatico". Probabilmente perché vince e lo fa con il sorriso, ma non vince troppo spesso tanto da diventare antipatico. Sarà per quello che lo vorrebbero tutti. Oggi Jurgen Klopp compie 57 anni.






