Marc-André ter Stegen, all'ombra di Neuer. Pur vincendo quasi tutto con il Barcellona
Marc André ter Stegen poteva essere il titolare della Germania per almeno una decina di anni. Invece, come successo con Francesco Toldo con Buffon, è stato nell'ombra di Manuel Neuer per gran parte della carriera. Portieri simili, fisicamente strutturati e capaci di giocare perfettamente con i piedi, entrambi hanno la bravura di giocare da libero aggiunto, un qualcosa che ha rivoluzionato il ruolo e, più che in parte, la scuola tedesca dei portieri. Nato a Moenchengladbach esattamente 31 anni fa, ter Stegen è comunque considerato uno dei migliori della sua generazione.
Entrato nel settore giovanile bianconeroverde all'età di 4 anni, nel 1996, c'è rimasto fino al 2014, completando tutta la trafila delle giovanili. È stato convocato la prima volta nel 2009, a 17 anni, dalla seconda squadra del Borussia, esordendo invece con la prima nel 2011. A dargli fiducia è Lucien Favre - in questa stagione esonerato al Nizza - che lo inserisce nella sfida poi vinta 5-1 contro il Colonia. Le ottime prestazioni lo portano a diventare titolare per il resto dell'annata fino allo spareggio salvezza, vinto, contro il Bochum.
Nel 2014 viene chiamato dal Barcellona per sostituire Victor Valdes, con un esborso relativamente contenuto di 15 milioni, ma una clausola rescissoria di 80. Il primo anno però non viene praticamente mai utilizzato perché il titolare è Claudio Bravo, mentre nella stagione successiva riesce a raccogliere qualche presenza e trovare il ruolo da titolare. Cosa che non riesce a conquistare con regolarità con la nazionale tedesca perché, appunto, oscurato da Manuel Neuer. Con il Barcellona ha vinto quasi tutto.






