Serginho, il Concorde che sfrecciava nel Milan. Strappato alla Juventus, lo voleva anche la Lazio
Dal 1976 al 2003, sui cieli d'Europa e degli Stati Uniti, prevalentemente, volava un aereo supersonico, il secondo ad abbattere il muro dopo il russo Tupolev. Era il Concorde, la cui ultima tratta fu Parigi-New York, prima di andare in pensione a causa dei costi elevatissimi di manutenzione e gestione. Nel 1999 un altro Concorde era atterrato a Milano, senza però destare particolare attenzione. Sergio Claudio dos Santos, noto come Serginho da ragazzo non era cresciuto in un club di grido, bensì si era dedicato all'atletica per la particolare velocità che poteva raggiungere. Professione esterno, poteva essere un terzino di spinta - avrebbe fatto la gioia di chi gioca a tre - ma anche un'ala. L'imprevedibilità, la bravura nel raggiungere il fondo, la freddezza davanti alla porta, erano tutte caratteristiche che portavano Serginho a diventare quasi insostituibile.
Serginho arriva nel calcio che conta a 21 anni, quando passa un provino per l'Itaperuna: gioca due campionati statali, uno di Seconda Divisione - dove retrocede - e uno di Terza. Poi il suo cartellino viene acquistato dal Bahia, vincendo il campionato contro Vitoria e Camaçari, guadagnandosi la chiamata dal Flamengo. Poi Cruzeiro, dove gioca con Dida, e il San Paolo, dove si impone ad alti livelli, giocando anche con Denilson, quello che diventerà il calciatore più pagato (dal Betis) dei tempi, con una clausola risolutoria altissima.
Denilson da ala e quindi lui terzino. Poi lo rimettono più avanti e segna 7 gol in 14 partite: lo chiama la Lazio - che sponsorizza il San Paolo - ma alla fine ci provano Juventus e Milan, appunto. I rossoneri lo acquistano per 18 miliardi. Il primo assist, con il Milan di Zaccheroni, arriva alla seconda di campionato (per Shevchenko), fino al primo gol contro il Bari. 281 le presenze fino al 2008, con una Coppa Italia, una Supercoppa, uno Scudetto, due Champions League, due Supercoppe Europee, un Mondiale per club. Terminata la carriera, intraprende il percorso da osservatore milanista, soprattutto in Brasile, fino al 2017 quando Leonardo lo chiama come vice all'Antalyaspor. Con il Brasile anche una Copa America nel 1999.






