Thomas Tuchel, l'allenatore meno benvoluto dai propri presidenti. Ma che vince (e vuole tenere Pavard)
Thomas Tuchel per un periodo è stato considerato come l'erede di Jurgen Klopp. Sia per l'approccio al gioco, molto tecnico e scientifico, ma anche perché aveva condiviso le esperienze a Magonza e Borussia Dortmund. Rispetto al predecessore, però, non è riuscito a vincere il Meisterschale con i gialloneri. La sua buona posizione però lo ha portato a scegliere altri club, dove è più facile alzare trofei. Perché se Klopp è andato al Liverpool, Tuchel ha preferito il Paris Saint Germain, dove ha vinto due volte la Ligue 1. Venendo poi però esonerato dal club l'anno successivo, a gennaio 2021.
Pochi giorni dopo è al Chelsea, dove vince subito la Champions League con una squadra che probabilmente aveva avuto grossi problemi fino a quel momento. Una Champions da underdog, visto che l'avversario è il Manchester City di Guardiola, che dovrà aspettare altri due anni per vincere la propria prima Champions. Un anno più o meno discreto, con il terzo posto in classifica, nella stagione successiva, ma con turbolenze che sono il motivo per cui salta dopo sei partite del 2022-23. Infine il Bayern Monaco, subentrato al posto di Nagelsmann, con il grande rischio di non vincere nemmeno la Bundesliga, riacciuffata per i capelli grazie al Borussia Dortmund che si suicida all'ultima giornata.
Tuchel ha vinto, ma non ha mai convinto, pur avendo grandi squadre. Appunto, il PSG, il Chelsea e il Bayern Monaco. Adesso si è messo in mezzo per trattenere Pavard, perché c'è confusione nel Bayern e probabilmente non avrebbe la possibilità di sostituirlo al meglio. Tuchel è un figlioccio di Ralf Rangnick e della sua visione del pallone. Perché da calciatore ha dovuto interrompere la carriera a 24 anni. Invece oggi Thomas Tuchel compie 50 anni.






