Parma, Cuesta: "Come si affronta l'Inter? Giocando! Keita deve continuare a crescere"
Conclusa la 18° giornata di Serie A con un pareggio in trasferta, il Parma torna subito a pensare al campionato, dove nell'ultimo turno del girone d'andata affronterà l'Inter degli ex Cristian Chivu e Ange-Yoan Bonny, ma non solo. Una sfida sulla carta complicata, ma per la quale i crociati potranno contare sul supporto del proprio pubblico, con lo Stadio Tardini pronto a spingere verso un nuovo risultato positivo. Di questo è ben certo mister Carlos Cuesta, che tra pochi minuti presenterà la sfida di domani direttamente dalla sala stampa del Mutti Training Center di Collecchio, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti.
Ore 13.01 - Ha inizio la conferenza.
Come si può provare a formare l'Inter?
"Giocando molto bene. Il nostro focus deve essere sul dare il massimo, per essere competitivi e fare ciò che vogliamo. Fare una grande prestazione che possa rendere orgogliosa la nostra gente".
Come sta la squadra? Novità a livello tattico?
"C'è la possibilità, lo abbiamo fatto in tante partite, abbiamo quella variabilità. La squadra si trova con gli stessi giocatori e si trova carica e con tanta voglia di fare una grande prestazione".
Un giudizio sul percorso di Chivu?
"Non lo conosco personalmente, ma ha dato una grande impronta qua. Ha fatto un grande lavoro che ci permette di giocare la partita di domani. Quando vedo l'Inter vedo un'evoluzione, ma anche continuità. Lo rende una squadra più completa".
Sei soddisfatto del percorso?
"Non faccio ancora valutazioni troppo globali, sono focalizzato sull'Inter, su come esser competitivi domani e fare una grande partita".
La prima dell'anno al Tardini. Firmeresti per un pareggio?
"Sai la risposta!".
Benek ancora out? Delprato come sta? Ondrejka? Bernabé come sta?
"La questione è che devi sempre avere un occhio sul passato e uno sul futuro. Il focus è sul presente, ovvio. Come stanno? Stanno facendo meglio, ma in passato giocatori hanno avuto meno minuti in allenamento e ora possono avere più fatica in partita. Dobbiamo valutare tutti singolarmente. Vedremo domani in funzione di come stanno. Bernabé è disponibile al 100%".
Pensava di fare un percorso così importante a livello di punti?
"Non avevo aspettative a livello di punti. È vero che il nostro processo è stato influenzato dagli eventi inaspettati, ma allo stesso modo siamo riusciti a essere forti nelle difficoltà e ad aver trovato dei pregi che ci hanno permesso di fare cose positive".
Quali sono state le difficoltà più grandi?
"Ci sono tendenze molto marcate nel campionato, sia a livelli di densità che a livello di uomini. Sicuramente nelle prime settimane quando abbiamo dovuto affrontare le ultime, quindi i blocchi bassi, abbiamo fatto un po' fatica. Adesso il focus è diventare una squadra più completa possibile, abile ad attaccare in ogni scenario e a fare punti".
Forse è mancata imprevedibilità, anche per mancanza di certi giocatori come Oristanio e Ondrejka?
"Sicuramente hanno caratteristiche particolari, ma abbiamo anche altri giocatori che ci possono dare tantissimo. Noi stiamo provando, dentro un'organizzazione stabile, ad adattare ognuno al massimo, affinché il suo percorso possa aiutare la squadra a crescere e ad avere un impatto forte".
Pellegrino, qual è il suo margine? Può diventare un attaccante da top club?
"Io quando vedo il futuro non mi piace mettere aspettative, è troppo imprevedibile. So che ha un margine di miglioramento importante. Lui ha la capacità e la voglia per riuscire a migliorare. Sicuramente quella crescita gli può permettere di raggiungere quote importanti. Il suo focus deve essere sul continuare queste cose buone che sta facendo e aggiungere pezzettini".
C'è una caratteristica del Parma di Chivu che rivede in questa Inter?
"Sì, li ho guardati molto! È il principale punto di partenza ovviamente, ma ho visto anche tante partite del Parma di Pecchia. Ci sono aspetti simili, soprattutto la volontà di avere la linea alta, di essere una squadra compatta senza la palla anche nei momenti di pressing. Ci sono attributi legati a come Chivu sente il calcio, ma vedo anche tanta continuità di quanto l'Inter era già prima".
Il modulo con due esterni può essere un'indicazione verso il mercato?
"Finora abbiamo avuto la capacità di giocare con diversi moduli. Nelle ultime gare abbiamo giocato più con esterni aperti, ma faremo le scelte in base alla partita e a ciò che sentiamo che è giusto".
Cosa c'è dietro la crescita di Keita? È una questione tecnico-tattica o c'è stato uno scatto a livello mentale?
"Anche a livello tecnico-tattico. I giocatori hanno bisogno di tempo per assimilare certe cose, come tutte le persone. Devi coordinare non solo a livello di testa, ma anche con avversari e compagni. Il calcio è semplice ma ha bisogno di tempo, come qualsiasi processo di apprendimento. Lui si sta trovando sempre meglio in alcune richieste e sono convinto che si troverà sempre meglio. Lui però non può perdere la base di ciò che lo rendono un giocatore importante per noi".
È stato importante seguire il solco lasciato da Chivu anche a livello tattico? Quello del 4-3-3 è il punto tattico a cui voleva arrivare?
"Io più che a modulo voglio arrivare al fatto che noi siamo una squadra difficile da battere, che difende molto bene quando ha la necessità in blocco basso, che possa avere la capacità di pressare alto per recuperare la palla il più presto possibile. E lì essere una squadra che attacca molto bene, che mette l'avversario in difficoltà, che ha la capacità di creare occasioni, fare gol e vincere partite. Quello è l'obiettivo, al di là del modulo. È vero che il nostro processo è iniziato dalle basi di quello che è stato fatto in precedenza, e fatto anche con successo da mister Chivu, è stato parte delle basi fondamentali di ciò che volevamo fare. C'era già una base di idee e di continuità che volevamo creare. Allo stesso modo però c'è anche un processo di evoluzione e noi vogliamo essere lì per aggiungere sempre dei pezzi che ci permettano di essere sempre più competitivi".
Arriva una settimana di fuoco, con due sfide contro le prime due della classe e la partita di Lecce. La sfida salvezza può condizionare le scelte?
"Si pensa partita per partita, ma hai sempre il passato e il futuro in prospettiva, sapendo che la priorità assoluta è il presente: quindi fare una grande partita contro l'Inter e avere risultati positivi".
Quindi a Lecce ci si pensa da dopodomani?
"Deve essere così! Ovviamente sappiamo che dopo arriva il Lecce, il Napoli e così via. Tutto viene valutato dallo staff tecnico, ma il focus è sempre il presente perché è il miglior modo di migliorare il futuro".
Estevez è in scadenza di contratto, è importante per la società?
"Sì assolutamente. Dal momento in cui il Parma ha nella sua rosa un giocatore, quello è importante. Ci dà tantissimo, ci aiuta dentro e fuori dal campo, il suo contributo è stato importante e sono convinto che lo sarà ancora".
Ore 13.18 - Termina la conferenza stampa.
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