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Parma, Cuesta: "I ragazzi si sono spremuti. Gara in crescendo, ne sono contento"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 15:55Serie A
di Edoardo Mammoli

Parma, Cuesta: "I ragazzi si sono spremuti. Gara in crescendo, ne sono contento"

A breve la conferenza stampa del tecnico crociato Carlos Cuesta al termine di Parma-Genoa. Ore 15.02 - Ha inizio la conferenza. Un Parma che ha provato a vincere fino in fondo. "Noi ci proviamo sempre a vincere. Sapevamo sarebbe stata una partita difficile, per l'avversario forte e difficile, con idee molto chiare nella sua organizzazione. Allo stesso modo era la quinta partita in quindici giorni, dove hai giocato scontri diretti e contro le squadre più forti del campionato. I ragazzi si sono spremuti al massimo. Hanno fatto tutto per portare risultati. Oggi abbiamo provato fino alla fine. A volte è mancata lucidità per fare la differenza ma siamo stati in crescendo. La cosa che ho preferito è stato il contributo da pare di tutti". Cambio di modulo nel corso della gara. "È stata una scelta tattica, non pensiamo di difender meglio o attaccare meglio a tre rispetto che a quattro, ma pensavamo di poter controllare meglio a cinque con più equilibrio. Per questo abbiamo fatto il cambio. Nella ripresa abbiamo avuto di più il controllo, abbiamo creato qualche occasione e siamo stati nella metà campo avversaria, anche loro hanno rischiato di vincerla con la chance in campo aperto che hanno avuto. Dopo il cambio abbiamo fatto la partita che volevamo, non abbiamo concretizzato, ci dispiace per non raccogliere due punti in più ma ci prendiamo quello che è arrivato".  È il Parma che vuole Cuesta? "No, io voglio sempre di più. Mi sembra un'ottima base per crescere, ma vogliamo creare più pericoli, fare più gol, mantenendo la solidità difensiva. Questa è una responsabilità del mio lavoro. Sono certo che i ragazzi daranno tutto, lo dimostrano ogni giorno e abbiamo la qualità per farlo". Come bisogna lavorare in attacco per essere più incisivi? "Per me la ricetta è sempre la stessa: sapere dove vuoi andare e come costruire quel processo, lavorando e analizzando molto, mettendo i giocatori nei loro punti di forza per invitarli a mostrare le loro qualità, aiutandoli a creare le connessioni tra di loro. Lo stesso a livello difensivo. La linea del calcio è sempre la stessa". Oggi Corvi ha dimostrato tanto. Rinaldi lo ha fatto mercoledì. Suzuki avrà vita difficile. "La fase offensiva dipende tanto anche dal portiere. Stiamo dimostrando tutti un livello alto. Tutti i giocatori sono stati in campo e hanno dato un contributo positivo alla squadra. Tutti mi rendono le scelte difficili: si allenano bene e sono pronti per creare impatto". Le difficoltà del primo tempo in costruzione dipendono anche dalla posizione arretrata di Estevez? "Abbiamo adattato certe cose agli spazi che trovavamo e ai giocatori liberi che c'erano, giocare a quattro o cinque non cambia la fase offensiva. Con il passare dei minuti abbiamo interpretato meglio alcune situazioni. Dobbiamo lavorare di più per crescere, la responsabilità è mia e so che miglioreremo".  Perché nel primo tempo sembrava che vincesse la paura? Poi nella ripresa un Parma più coraggioso. "È una questione di organizzazione. Ti porta ad avere una sensazione che non provi o hai paura, ma non è così. Il Genoa ha fatto alcune cose meglio di noi nel primo tempo e subito non le abbiamo lette, nella ripresa abbiamo fatto meglio e quindi passa l'impressione che abbiamo avuto più coraggio. Cerchiamo sempre di vincere". Da sottolineare la prova dei due centrali. "Stanno crescendo, l'altro giorno anche Troilo a Napoli ha dimostrato di essere in crescita, così come Delprato quando deve fare il centrale, lo fa ad alto livello come contro l'Inter. Più che dei singoli, parlerei di tutti, stanno dando un contributo notevole".   L'abbiamo vista con un pezzo di carta in mano. "Ce l'ho sempre! Scrivo sempre qualcosa". A destra è una scelta che si attacchi di meno rispetto a sinistra? "Si fanno cose diverse sulle due corsie, a Lecce le occasioni sono arrivate tutte da destra. Le dinamiche sono diverse, ma non è che da una parte si attacca di più rispetto all'altra, sono le caratteristiche dei giocatori che creano diversità in quello che si fa".  Ore 15.13 - Termina la conferenza.