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Calciomercato no stop - Indiscrezioni, trattative e retroscena del 21 febbraioTUTTO mercato WEB
Oggi alle 01:00Serie A
di Alessandra Stefanelli

Calciomercato no stop - Indiscrezioni, trattative e retroscena del 21 febbraio

Il punto su tutte le news di calciomercato della giornata appena andata agli archivi. Tra indiscrezioni, trattative e retroscena, ecco le notizie più importanti
ROMA, DOPO MANCINI ECCO CRISTANTE: IL CENTROCAMPISTA PRONTO AL RINNOVO FINO AL 2029. FONSECA NON PORTA RANCORE: "AL MILAN MI SONO DIVERTITO TANTISSIMO MA MERITAVO PIÙ TEMPO”. RETROSCENA JUVENTUS: IL COMO CI AVEVA PROVATO PER KOSTIC E PUÒ TORNARE ALLA CARICA IN ESTATE. TORINO, MAXI PLUSVALENZA PER CAIRO? HOFFENHEIM E FRIBURGO SEGUONO CON INTERESSE GINEITIS Prima le 350 presenze in giallorosso, poi il rinnovo. Bryan Cristante è pronto a legarsi ancora di più alla Roma. Un segnale importante da parte della società che dimostra di voler trattenere i propri giocatori simbolo per dare continuità al progetto e allo stesso tempo anche un segnale di identità. Il centrocampista, dopo Mancini, sarà il secondo che il club capitolino andrà a blindare per le prossime stagioni. Come riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport, a breve dovrebbe essere messo tutto nero su bianco. Il giocatore andrà in scadenza nel 2027 ma il club giallorosso andrà a prolungare fino al 2029 con un'opzione per un'ulteriore stagione. Tredici vittorie consecutive tra Ligue 1, Europa League e Coppa di Francia. Sembra rinata la carriera di Paulo Fonseca da quando siede sulla panchina del Lione. E' ormai alle spalle la brutta esperienza maturata l'anno scorso con il Milan, dove il tecnico portoghese venne esonerato a dicembre con modalità alquanto discutibili. Dopo il pareggio con la Roma del 29 dicembre 2024 Fonseca si presentò in conferenza senza sapere dell'imminente sollevamento dall'incarico e, dopo aver appreso della nomina di Conceicao, dovette confermare l'addio ai giornalisti all'uscita da San Siro dopo il match. Il Milan annunciò poi formalmente il suo licenziamento il giorno successivo, con un comunicato di 31 parole. A tornare sull'episodio è stato lo stesso allenatore, oggi intervistato da The Athletic: "Meritavo più tempo. Il Milan è un club fantastico e mi sono divertito molto. Mi dispiace davvero di non aver avuto tempo: la loro proposta era di cambiare il gioco. Cambiare una cosa che hanno fatto per così tanti anni non è facile; ci vuole tempo, soprattutto in Italia, dove è ancora più difficile, quasi impossibile". E ancora: "Abbiamo fatto partite fantastiche, giocando un calcio davvero buono. Dovevamo essere più costanti, è vero, ma cambiare qualcosa in Italia è davvero difficile". Una di quelle partite che sanno di sliding doors. Perché la sfida di oggi all’Allianz Stadium avrebbe potuto vedere Filip Kostic con la maglia del Como e non con quella della Juventus. Come riferisce Tuttosport, in estate, infatti, il trasferimento sul lago era stato impostato, salvo poi saltare per il veto di Igor Tudor. Un paradosso, considerato lo spazio limitato che il tecnico gli ha poi concesso. Oggi, invece, il serbo può diventare un’arma preziosa nella corsa al quarto posto e alla qualificazione in Champions League, obiettivo cruciale tanto per il prestigio quanto per le ricadute economiche. Contro il Como non sono ammessi passi falsi e sulla corsia sinistra Kostic si candida a una maglia da titolare, pronto a mettere al servizio della squadra le sue accelerazioni e i cross taglienti. Il suo contratto scade il 30 giugno e alla Continassa non sembrano orientati al rinnovo. Eppure l’ex Eintracht Francoforte vuole giocarsi le ultime carte per convincere la dirigenza. Con Luciano Spalletti aveva avuto un impatto importante: gol pesanti contro Fiorentina e Napoli, oltre a prestazioni convincenti sin dall’esordio sulla panchina bianconera. In estate il Como potrebbe tornare alla carica a parametro zero, ma attenzione anche alle piste estere. Un suo grande estimatore come José Mourinho, dopo averlo già allenato al Fenerbahçe, potrebbe pensare di riabbracciarlo al Benfica. Gli occhi della Bundesliga seguono da vicino Gvidas Gineitis, il giovane centrocampista del Torino che sta vivendo un momento di grande crescita. Le sue prestazioni non sono passate inosservate agli scout tedeschi, con club come Hoffenheim e Friburgo che hanno già monitorato il giocatore all’Olimpico Grande Torino in vista della prossima sessione estiva di mercato. D'altro canto il lituano rappresenta uno dei pochi calciatori dai quali il club granata potrebbe ricavare una plusvalenza significativa, considerando il suo acquisto dalla SPAL quattro anni fa per una cifra modesta di poche decine di migliaia di euro. La parabola del classe 2004 è stata sorprendente: a inizio stagione, dopo la sconfitta del Torino a San Siro contro l’Inter, Gineitis era sparito dalle rotazioni di Marco Baroni, limitandosi a sporadiche apparizioni. Solo dal match contro la Cremonese del 13 dicembre il mediano classe 2004 è diventato titolare quasi fisso, saltando solo alcune gare per infortuni agli adduttori o alla coscia. Da allora, in otto delle undici partite successive, è sceso sempre in campo dal primo minuto, confermando le attese sul suo talento. Questo rendimento ha rilanciato l’interesse dei club tedeschi: Hoffenheim lo segue da vicino per rinforzare la mediana, mentre anche il Friburgo lo ha inserito nei propri radar. Corteggiamenti destinati a intensificarsi se Gineitis continuerà a essere protagonista nel girone di ritorno con il Torino, diventando una pedina preziosa per il club granata sia sul campo sia in ottica mercato. Lo riporta Tuttosport. IL PSG GETTA LA SPUGNA: SALDATO IL DEBITO CON MBAPPÉ, IL FRANCESE RICEVE 60,9 MILIONI. MARSIGLIA, CHI SARÀ IL NUOVO PRESIDENTE? SMENTITE LE VOCI SU PAULINE GAMERRE. IL RETROSCENA DI SPORT: ALEMANY TENTÒ DI VENDERE GAVI AL PSG, DECO BLOCCÒ L'OPERAZIONE Il Paris Saint-Germain ha versato a Kylian Mbappé i 60,9 milioni di euro stabiliti dalla sentenza emessa lo scorso 16 dicembre dal Conseil de prud'hommes, mettendo così la parola fine a una delle controversie più chiacchierate. Attraverso una nota ufficiale pubblicata sul proprio sito, il club parigino ha reso noto il testo integrale della decisione, come imposto dal dispositivo del tribunale del lavoro. Nello stesso comunicato, la società ha annunciato che non presenterà ricorso in appello, dichiarando chiuso in via definitiva il procedimento giudiziario. Le voci - La somma complessiva riconosciuta all’attaccante è frutto di diverse voci contrattuali rimaste in sospeso. La parte più consistente, pari a 36.666.680 euro, riguarda la terza tranche del premio alla firma. A questa si aggiungono 17.250.000 euro relativi agli stipendi dei mesi di aprile, maggio e giugno 2024. Il club ha inoltre corrisposto 1.725.000 euro per ferie maturate, 1.500.000 euro come premio etico riferito allo stesso periodo primaverile e ulteriori 150.000 euro per le ferie calcolate sul premio etico. Mbappé aveva avviato l’azione legale circa un anno e mezzo fa, rivendicando il pagamento delle somme previste dal contratto. Con l’accredito dei 60,9 milioni di euro, la vicenda si chiude ufficialmente. Pablo Longoria è stato di fatto ridimensionato nel suo ruolo: presidente dell'Olympique Marsiglia dal 2021, lo spagnolo è stato spostato verso funzioni più istituzionali dal proprietario Frank McCourt, che ha deciso di rafforzare l’area sportiva affidando maggiori responsabilità a Medhi Benatia, dimessosi lo scorso fine settimana ma ora nuovamente centrale nel progetto. La mossa apre inevitabilmente la caccia a un nuovo presidente operativo, profilo che McCourt starebbe valutando insieme allo stesso Benatia. Nelle ultime ore era emersa un’indiscrezione destinata a far discutere: secondo L'Équipe, tra i nomi sondati ci sarebbe stato quello di Pauline Gamerre, attuale direttrice generale del Red Star FC. L’estate 2023 avrebbe potuto segnare una svolta epocale nella carriera di Gavi. Il Barcellona, alle prese con una delicata situazione finanziaria, aveva valutato uno scambio clamoroso con il Paris Saint-Germain: Fabián Ruiz e Marco Verratti in cambio del giovane centrocampista cresciuto a La Masia. L’arrivo di Luis Enrique sulla panchina parigina aveva ulteriormente rafforzato l’interesse del PSG, convinto di mettere le mani su uno dei talenti più puri della sua generazione. Retroscena su Foyth e l'addio di Alemany - A fermare l’operazione è stata però l’intermediazione di Deco e, soprattutto, la ferma volontà dello stesso Gavi di restare a Barcellona. Una decisione che ha cambiato il corso degli eventi e consolidato il giovane spagnolo come simbolo del progetto blaugrana, incarnando la continuità e l’identità del club. Secondo quanto riportato da Sport, quell’affare mancato ha anche accelerato l’uscita di Mateu Alemany dalla direzione sportiva. L’ex dirigente aveva infatti tentato anche di portare a Barcellona Juan Foyth, un’operazione voluta esclusivamente da lui e da Xavi, ma bloccata dalle eccessive richieste economiche del giocatore. Oggi Gavi rappresenta un punto fermo del Barça, simbolo di lealtà e talento, dimostrando che a volte la scelta di restare può rivelarsi più decisiva di un trasferimento milionario.