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Che idea! Cristiano da San Terenziano alla Sicilia per realizzare borse con reti da pesca abbandonate!
venerdì 06 agosto 2021 19:30News
di Redazione Perugia24.net
per Perugia24.net
fonte Antonello Menconi

Che idea! Cristiano da San Terenziano alla Sicilia per realizzare borse con reti da pesca abbandonate!...

Dall'Umbria sino alla Sicilia. Da San Terenziano sino a Mazara del Vallo. Ecco che si applaude un progetto di economia circolare per il recupero delle reti da pesca, ovvero quelle che spesso si vedono abbandonate lungo l’area portuale, ma anche in diverse zone dello stesso territorio da pesca. Un problema avvertito anche al Trasimeno, per la mancanza di un luogo fisico ove potere conferire le reti da pesca non più utilizzate. Grazie all'idea di Cristiano Pesca, un giovane appunto che vive tuttora a San Terenziano, insieme ai siciliani Federica Ditta e Carlo Roccafiorita, è nata "Risacca, ovvero una linea di prodotti di moda etica e design sostenibile nati dalla rigenerazione delle reti da pesca. Prodotti di comunità, realizzati da pescatori e artigiani locali, attivando un processo di riuso e riciclo degli scarti dell'industria ittica e della plastica recuperata in mare, generando nuove opportunità per giovani e artigiani e creando una comunità partecipe e sensibile alla salvaguardia dell'ecosistema marino contrastando l’inquinamento, dando nuova vita ai materiali di scarto. Il problema delle reti da pesca abbandonate ovviamente riguarda unpo' tutte le zone portuali di mare (meno ovviamente su laghi e fiumi) e si stima che ogni anno vengono abbandonate tra le 500.000 e un milione di tonnellate di reti cosiddette “fantasma” nei mari di tutto il mondo. Si stima che le reti fantasma costituiscano fino al 10% di tutti i rifiuti marini e sono necessari in media circa 600-800 anni perché le reti si deteriorino completamente in microplastiche diventando un ulteriore problema per gli ecosistemi marini. Nel 2018 è stato stimato che fino a 650.000 animali marini sono stati uccisi dalle reti fantasma. Il progetto “Risacca” - si legge su primapaginamazara.it - ha come obiettivo proprio quello di rispondere a questa criticità. Si è sviluppato grazie appunto a Cristiano, Federica e Carlo, esperti di design del prodotto, design sistemico e fabbricazione digitale, già da anni attivi nella progettazione di prodotti e sistemi sostenibili indirizzati all’inclusione umana e all'eco design. "Abbiamo compreso che la missione non era realizzare un semplice prodotto - hanno spiegato i tre promotori del progetto - ma progettare un sistema più ampio di recupero e riciclo, che la progettazione del prodotto sarebbe stata progettazione di un servizio che include un sistema più ampio di impatto sociale, ambientale, economico e culturale e che la salvaguardia del mare era anche la salvaguardia di una città, di una tradizione e di una comunità che nella storia ha trovato nel mare fonte di sostentamento e crescita". Nel dicembre 2020 avevano partecipato al concorso europeo Green Impact Med, lanciato da Fondazione Messina, passando le selezioni ed ora “Risacca” è in fase di lancio per la raccolta fondi attraverso la prima linea di sacche realizzate con reti rigenerate. La prima linea di prodotti Risacca, lanciata a giugno 2021, è una linea di borse resistenti, pieghevoli, adatte per escursioni costiere, escursioni naturalistiche, trekking urbano. “Risacca” mira anche alla valorizzazione di antiche tecniche tradizionali di restauro delle reti, ovvero la cosiddetta sarcitura. Carlo, Federica e Cristiano hanno lanciato la pagina instagram @risacca_projectdove dove è possibile informarsi costantemente sulla loro attività e su dove preordinare i primi prodotti per supportare il progetto e permettere di recuperare e rigenerare quante più reti possibili, e continuare la ricerca per combattere l’inquinamento. Il Progetto Risacca guarda anche oltre e parallelamente al lancio della prima linea di Risacca si stanno sperimentando e prototipando altri prodotti ed applicazioni per poter riciclare tutte le reti e gli sfridi di produzione non recuperabili. L’obiettivo nel lungo periodo è la creazione di un polo di prossimità di innovazione tecnologica e ricerca nel porto di Mazara per rigenerare tutto lo scarto plastico proveniente dall’industria ittica e dalla plastica recuperata in mare dai pescatori attraverso un approccio circolare riassumibile in 5 R: recupera, ripara, rigenera, riusa, ricicla. Anche la prima linea di sacche è basata su questo approccio, le sacche sono infatti completamente disassemblabili per poter differenziare i materiali a fine vita e poterli riciclare e trasformarli in altro in un loop di sostenibilità a lungo termine.

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