"Se per il closing del Perugia le condizioni sono cambiate o sono emerse difficoltà o non c'è accordo, le parti devono chiarire le ragioni"
Tiene banco la questione del closing per il passaggio di proprietà del Perugia Calcio tra la proprietà di Javier Faroni e gli acquirenti che fanno riferimento ad Arena Curi. Interviene in proposito la sindaca Vittoria Ferdinandi. “Voglio essere molto chiara, su una vicenda così importante non sono accettabili ricostruzioni che confondono piani diversi. Nessuno ha mai rappresentato al Comune che la cessione o la demolizione dello stadio Curi costituissero una condizione per il closing del Perugia. La mia posizione non nasce dalle dichiarazioni di venerdì. E’ pubblica, nota da oltre due anni e precedente a questa vicenda. Il Curi è un patrimonio storico, sportivo e identitario della città e appartiene al Comune. Abbiamo investito risorse pubbliche per recuperarlo e renderlo più sicuro. Il closing riguarda invece un accordo tra privati. Il Comune non è parte della trattativa e non può interferire nelle condizioni stabilite tra venditore e acquirente. Se quelle condizioni sono cambiate, se sono emerse difficoltà o se le parti non riescono a trovare un punto di accordo, saranno le parti stesse a doverne chiarire le ragioni. Non è accettabile trasformare a posteriori il Comune, o una dichiarazione della Sindaca che ribadisce una posizione nota da anni, nella causa o nell’alibi di un mancato accordo. Se l’acquisto del Perugia fosse stato realmente subordinato all’acquisto dello stadio, il potenziale acquirente avrebbe dovuto rivolgersi al Comune prima di assumere impegni con il venditore. Questo non è mai avvenuto. È quindi legittimo chiedere chiarezza al potenziale acquirente, soprattutto verso città e tifosi. Il Perugia ha oltre 120 anni di storia ed è un patrimonio della comunità, chi vuole guidarlo deve farlo con serietà, trasparenza e rispetto. Auspico una proprietà solida e ambiziosa. Ma non accetteremo responsabilità che non ci appartengono né di diventare il capro espiatorio di difficoltà maturate in una trattativa privata”.


