Gorgone si prende tutte le colpe: “Siamo al fondo, ma non mollo”. Il Pescara tra vergogna e orgoglio
Il momento è tra i più difficili della stagione, forse il più duro. Dopo la sconfitta contro il Catanzaro Calcio, l’allenatore del Pescara Calcio, Giorgio Gorgone, ha scelto di metterci la faccia. Senza filtri, senza giustificazioni. Solo responsabilità.
“Chiedo scusa a tutti, il responsabile sono io”. Parole che pesano, pronunciate da chi sa di essere finito al centro della tempesta. Con 15 punti e l’ultimo posto in classifica, il Pescara vive una situazione che nessuno, all’inizio del campionato, avrebbe immaginato così drammatica.
“Non scappo, resto appeso a questo filo”
Gorgone non si è nascosto dietro gli alibi. Ha ammesso errori, anche tattici, come la scelta di schierare Olzer in una posizione avanzata, definendola una decisione “folle”. Ma allo stesso tempo ha ribadito con forza la propria volontà di restare al timone.
“Resto appeso a un filo fino all’ultimo, ma non per una questione economica”. È una dichiarazione che racconta orgoglio e attaccamento, più che calcoli. Il tecnico ha chiarito che, qualora dovesse percepire di non avere più presa sul gruppo, sarebbe pronto a fare un passo indietro. Ma oggi, secondo lui, quella condizione non si è ancora verificata.
Vergogna, ma anche convinzione
Le immagini del post-gara parlavano chiaro: squadra a testa bassa, volti segnati. “C’è vergogna e delusione”, ha ammesso l’allenatore. Una consapevolezza che coinvolge prima di tutto lui, il primo a sentirsi responsabile per una classifica che vede il Delfino fanalino di coda.
Eppure, nel mezzo della crisi, Gorgone ha lasciato spazio anche alla convinzione. “Sono certo che i miei calciatori salveranno questa squadra”. Una frase che suona come un atto di fiducia, ma anche come una sfida lanciata al gruppo.
Toccare il fondo per ripartire
“Abbiamo toccato il fondo”. È forse la frase più forte del suo intervento. Una presa di coscienza netta, che elimina qualsiasi illusione. Ma proprio dal punto più basso può nascere la reazione. Servono uomini forti, ha detto Gorgone, al di là degli errori tattici e tecnici.
Il Pescara è chiamato a un cambio di passo immediato. Non bastano più le buone intenzioni o le analisi lucide in sala stampa. Servono punti, carattere e una scossa collettiva.
Il tecnico ha scelto di non scappare. Ora tocca alla squadra dimostrare di voler restare aggrappata a quel filo insieme a lui.






