Koopmeiners, Openda, Douglas Luiz, Cabal: la Juve negli ultimi due anni ha speso più del doppio dell'Inter con risultati clamorosamente deludenti. Ora c'è una sola cosa da fare...
Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per TMW dal 2008, è stato vicedirettore per 10 anni. Inviato al seguito della Nazionale, conduttore per Radio Sportiva
L'ultima giornata di Serie A ha sancito che quest'anno non ci sarà una corsa Scudetto. Il +10 sul Milan accumulato dall'Inter stana anche l'attenzione sul derby di Milano che andrà in scena tra un paio di settimane: nemmeno quella partita sposterà gli equilibri. Come Klaebo nei bellissimi Giochi Olimpici appena passati in rassegna, l'Inter ha un'altra cilindrata e sa che in Primavera presto o tardi festeggerà il titolo. Che stasera si gioca quella che a questo punto è la gara più importante da qui a fine stagione.
Domani toccherà alla Juventus e qui la rimonta è ancor più complicata. Contro il Galatasaray servirà un'impresa anche perché la squadra di Spalletti ha tutt'altre certezze, in campionato vive tutt'altro momento rispetto ai nerazzurri. Con le ultime sconfitte ha pesantemente messo in discussione anche il quarto posto, domenica ha una sfida cruciale contro la Roma e oggi si trova a ben diciotto punti dall'Inter capolista. Una distanza abissale, figlia anche di quanto fatto sul calciomercato negli ultimi anni. In sessione di trasferimenti in cui la Juve ha speso molto più dell'Inter ma l'ha fatto male. In alcuni casi malissimo (ma non è solo questo il punto...).
L'Inter nella stagione 2024/25 ha puntato soprattutto su parametri zero come Zielinski e Taremi. Ha acquistato Josep Martinez, Carlos Augusto, Marko Arnautovic e Tomas Palacios spendendo complessivamente circa 45 milioni di euro. Di questi ne ha incassati la metà con giocatori chiaramente fuori dal progetto come Agoumé e Oristanio. Anche con qualche prestito ben pagato. Non è stata una campagna trasferimenti esaltante e infatti tre dei giocatori citati sono già andati via. Soprattutto però nessuna cessione di cui pentirsi.
Decisamente più copiosa la spesa definita la scorsa estate: 23 milioni per Bonny e altrettanti per Luis Henrique. Una ventina per Diouf, poi 15 per Sucic e 3.5 per Massolin che arriverà in estate. Anche in questo caso circa la metà dei soldi spesi è rientrato con le cessioni. Chi? Soprattutto Nicola Zalewski, Tajon Buchanan, Martin Satriano e Aleksandar Stankovic (che però resta sotto il controllo del club nerazzurro). Per la prossima estate praticamente certo il fatto che Akanji verrà riscattato e che Pavard - a prescindere dalla decisione dell'OM - verrà ceduto.
Tracciando una linea, il bilancio dell'Inter è circa -60/70 milioni di euro in due anni tra acquisti e cessioni. Diverse ciambelle non sono riuscite col buco, però il tentativo è sempre stato quello di aggiungere, migliorare. Non rivoluzionare un'estate sì e l'altra pure. Ovvero ciò che continua a fare e a ripetere la Juve da troppo tempo.
La Juventus in due anni ha speso sul mercato circa 350 milioni di euro. Oltre 50 milioni di euro per Teun Koopmeiners e altrettanti messi a bilancio per Douglas Luiz. Oltre 40 milioni di euro per Francisco Conceicao, poco meno per Nico Gonzalez e una ventina per Lloyd Kelly. E ancora: Juan Cabal è costato 12.8 milioni di euro, Lois Openda appena sarà matematico il decimo posto costerà quasi 45 milioni di euro. Michele Di Gregorio, pagato 19 milioni di euro, è oggi portiere pesantemente in discussione. Poco o nulla fin qui ha dimostrato Edon Zhegrova, costato 15 milioni. Con poco o nulla si ritrova oggi la Juventus dopo aver speso, a conti fatti, circa undici milioni tra Alberto Costa e Joao Mario.
Dei 350 milioni spesi la Juventus con le uscite ne è rientrata di circa 200 per un disavanzo che è più del doppio di quello dell'Inter. Il problema però non è tanto questo (finché c'è Exor che ripiana...), quanto il fatto che il gap tecnico tra le due squadre nel frattempo è solo aumentato. Che troppi rimpianti ora stanno facendo capolino dopo aver pensato troppe volte di voler azzerare e ripartire. Ma Conceicao pagato 41 milioni è meglio di Soulé ceduto a 26? Ma perché vendere Hujsen a 22 per acquistare Kelly a poco meno? E perché cedere Kean per puntare su Openda? L'Inter per tornare nel paragone non ha mai preso in considerazione la cessione di Pio Esposito, anche dinanzi a offerte da 50 milioni di euro. E non lo farà la prossima estate quando le offerte saranno ancor più alte.
Il vero problema degli ultimi anni di casa Juventus è stata la totale assenza di un progetto tecnico a medio-lungo periodo. Una continua rivoluzione che rischia di trasformare la Juventus in un porto di mare, in una versione più sbiadita e meno facoltosa del Manchester United. Per fermare questo andazzo la società bianconera adesso può fare solo una cosa: confermare Luciano Spalletti nel momento più delicato e con lui continuare a costruire. Pochi innesti, ma buoni. Non l'ennesimo cambio totale per poi ritrovarsi tra qualche mese al punto di partenza. Di nuovo.
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