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La clamorosa e pazza idea di Florentino Perez: tutte le ragioni per cui sta seriamente pensando al ritorno di José Mourinho alla guida del Real Madrid. Dal ritorno dei Galacticos al fallimento Xabi AlonsoTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:01Editoriale
di Marco Conterio

La clamorosa e pazza idea di Florentino Perez: tutte le ragioni per cui sta seriamente pensando al ritorno di José Mourinho alla guida del Real Madrid. Dal ritorno dei Galacticos al fallimento Xabi Alonso

Florentino da Madrid è un decisionista. Un ricco rivoluzionario, un sognatore, un controverso, discusso, e ricchissimo imprenditore. L'uomo dei Galacticos, progetto neologistico poi divenuto di comune ma madridista accezione, stavolta torna sui suoi passi. E non si tratta d'orgoglio ferito, di ammissione dei propri errori, ma semplicemente di consapevolezza di quel che sia il suo Real Madrid. Perché Florentino Perez ha di nuovo capito e realizzato che le Merengues sono una bestia diversa, non figlie del bello che punta a vincere a ogni costo, della semina e della crescita ma l'esatto contrario. Il primo posto come unica cosa che conta, raggiungerlo se possibile con ogni forza attraverso applausi e olè dell'esigente pubblico del Bernabeu. E altro che gallina domani, la bianca Madrid è un negozio di uova dorate, adesso, subito, perché sia mai che venga fuori un pulcino bagnato. Cadute e ritorni Per questo Florentino Perez ha deciso di puntare di nuovo su José Mourinho, ed eccoci giunti al punto focale della questione. Sessantatre primavere compiute, lo Special One, forse ora più minuscolo d'un tempo, non vince più un campionato da oltre un decennio. Dalla Roma in poi, la sua storia pareva una parabola discendente. Il Fenerbahce non è riuscito a renderlo Imperatore Ottomano, tutto è finito con la cacciata da Istanbul ma, per nome suo, buoni uffici del potente e onnipresente Jorge Mendes, ha ritrovato casa in Portogallo. Al Benfica l'Aquila è tornata a volare, i ruggiti però non gli valgono il primo posto, sorride il Porto di Francesco Farioli che era al Margine Coperta e alla Fortis Juventus, nella provincia della provincia del calcio toscano, quando Mou già vinceva ed era sulle prime pagine. Da Xabi Alonso a Mourinho Mourinho vuole una seconda chance al Real Madrid, sente però che il tempo passato, le stagioni trascorse, sono servite per capire, per capirsi, per analizzare e per analizzarsi. E in questa anamnesi, c'è pure la fotografia di Perez. Che ha scelto di non dotarsi di un direttore sportivo, 'sarò io il vostro ds', pensa, sogna e pure fa, Florentino da Madrid. Sceglierà lui, chi sarà il dopo Alvaro Arbeloa, che da figlio della Casa Blanca ha provato a diventare novello Zizou ma senza riuscirci. Ha preso il posto di Xabi Alonso, che ha toccato il sole e s'è bruciato le ali, lui che era stato rincorso tanto tempo da Florentino. Perché, allora, tornare su Mourinho? Semplice, senza troppe analisi. Madrid, sponda Real, è una bestia strana. Diversa. Unica. E' una squadra che va gestita, un gruppo di campioni ora in costruzione, non sono i Galattici, ma non un progetto tattico di 'soldati' affidabili da guidare, crescere, allenare. Il Madrid non sarà mai un'orchestra sovietica, il Real è una squadra Orwelliana dove il calcio è uguale per tutti ma alcuni calciatori sono più uguali degli altri. Per questo servono allenatori sì di campo ma altrettanto d'ufficio e di lettino dello psicologo. Tecnici e gestori. Come è stato Carlo Ancelotti col suo staff, come lo può essere ancora José Mourinho. Forse, nessuno più di lui.