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Salernitana, altra brutta figura: servono 3 innesti top, ma lista piena. Ds e mister a rischio
I fischi dei 10mila dell’Arechi sanciscono la fine dei sogni di gloria per una Salernitana ancora una volta troppo brutta per essere vera. A cospetto dell’ultima della classe, i granata non sfruttano il fattore casa né approfittano del passo falso del Catania col Sorrento in un pomeriggio che sembrava di gloria in virtù del 3-1 con cui l’Atalanta23 conduceva sul Benevento a fine primo tempo. Invece si è ribaltato tutto, con i giallorossi che hanno vinto 3-4 e la Bersagliera che non va oltre l’1-1 pareggiando la quinta gara interna nelle ultime sei pur essendo passata in vantaggio dopo 19 minuti con Ferraris.
Proprio quando la strada sembrava in discesa ecco che sono emersi i limiti che hanno contraddistinto tutta la stagione: incapacità di chiudere le gare (12 successi su 13 con una sola rete di scarto), sofferenza ogni volta che gli avversari si affacciano nella metà campo granata (Donnarumma ha evitato addirittura l’1-2), lettura tardiva delle partite, condizione fisica non eccellente e una rosa che non può competere con le prime due della classe. Sotto osservazione finisce il tecnico Giuseppe Raffaele, visto che la sua Salernitana non ha gioco, è monotematica e continua a perdere punti contro squadre ampiamente alla portata. Al momento la sua posizione non sembra in discussione, anche perché oggi si chiude il mercato e ci si concentrerà soprattutto sulle trattative. Ma l’intero ambiente chiede una scossa e una guida tecnica che faccia ritrovare motivazioni a un gruppo apparso scarico, stanco, poco cattivo agonisticamente, in balia del ritmo del Giugliano e pericoloso solo una volta con Lescano al 94’. Un palo clamoroso che non cancella la prova incolore del cavalluccio marino.
Sul banco degli imputati anche il direttore sportivo Daniele Faggiano che, in estate, non ha allestito la corazzata che la gente meritava dopo due retrocessioni consecutive sbagliando – di fatto – almeno la metà degli acquisti come certifica anche la mezza rivoluzione di gennaio culminata con sette arrivi, tre partenze e due giocatori fuori lista. Alla Salernitana mancano un difensore forte, un esterno di destra affidabile, un centrocampista di spessore e un esterno che salti l’uomo, ma a 24 ore dal gong e con una lista over intasata appare davvero impossibile operare. Varone e Knezovic attendono di conoscere la nuova destinazione per non chiudere l’anno da separati in casa, Ferrari non è stato preso in considerazione nelle ultime due gare e sembra a un passo dall’addio, mentre sono in corso valutazioni su De Boer che era finito nel mirino del Brescia. Potrebbero andare altrove per garantirsi maggiore minutaggio i giovani Iervolino e Boncori, mentre il portiere Brancolini aspetta una chiamata per valutare un eventuale addio anticipato. Nel frattempo, come detto, Raffaele resta sotto esame. In queste ore circola il nome di Pasquale Marino, uno che tornerebbe volentieri a Salerno per riscattare la retrocessione dopo il caso Sampdoria. Non si esclude la soluzione interna, con Guglielmo Stendardo che ha avuto un grande approccio con la Primavera e che potrebbe guidare la prima squadra. A fine stagione, se non dovesse arrivare la promozione tramite playoff, si concluderà con un anno d’anticipo anche l’esperienza del ds Faggiano che, al momento, è senza dubbio negativa.
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