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Salernitana, Faggiano al bivio: mercato fallimentare o scelta sbagliata in panchina?TUTTO mercato WEB
© foto di Andrea Cantini
Oggi alle 08:30Primo Piano
di Giovanni Santaniello
per Tuttosalernitana.com

Salernitana, Faggiano al bivio: mercato fallimentare o scelta sbagliata in panchina?

Il pareggio casalingo contro il Giugliano ultimo in classifica accende i riflettori sul direttore sportivo: ha sbagliato i calciatori o l'allenatore?

L'ennesimo pareggio casalingo della Salernitana, stavolta contro il Giugliano fanalino di coda del girone, ha trasformato l'Arechi in un teatro di contestazione. Al triplice fischio la Curva Sud ha rifiutato il saluto della squadra, accompagnando l'uscita dal campo dei calciatori con una bordata di fischi. Un segnale inequivocabile di un malessere che non può più essere ignorato.

Il risultato finale, un 1-1 che sa di sconfitta, solleva interrogativi pesantissimi sul lavoro del direttore sportivo Daniele Faggiano. Una domanda, in particolare, deve essere posta con chiarezza: ha sbagliato la scelta di quasi tutti i calciatori acquistati fino ad oggi o ha semplicemente sbagliato allenatore?

Il mercato di Faggiano: sette acquisti e tanti dubbi

Da dicembre a oggi la Salernitana ha ufficializzato ben sette nuovi innesti: Longobardi, Berra, Arena, Carriero, Molina, Gyabuaa e il bomber Lescano. Una rivoluzione totale che doveva rilanciare le ambizioni di una squadra costruita per vincere il campionato. Ma i risultati tardano ad arrivare, soprattutto all'Arechi.

La prestazione di ieri ha evidenziato tutti i limiti di questa rosa. La Salernitana è durata appena venti minuti, poi si è eclissata. Una squadra senza idee, senza intensità, senza quella fame che dovrebbe caratterizzare chi insegue la promozione.

Raffaele sotto accusa: zero gioco e gestione discutibile

Giuseppe Raffaele è sempre più nell'occhio del ciclone. L'allenatore ha ricevuto voti molto bassi nelle pagelle dopo la prestazione contro il Giugliano, con la critica di una costante involuzione e un pareggio contro l'ultima in classifica. I numeri parlano chiaro: la Salernitana non riesce più a vincere all'Arechi, non ha un'identità di gioco riconoscibile, non ha quella continuità necessaria per puntare al vertice.

Le sostituzioni sembrano casuali, le scelte di formazione incomprensibili. Giocatori come Varone praticamente scomparsi, altri utilizzati fuori ruolo, una panchina corta che non offre alternative valide. E quando la squadra va sotto, non si vede mai una reazione caratteriale, quella scossa che potrebbe rimettere in piedi una partita.

La società deve intervenire: il tempo stringe

Come può la società non comprendere che se la squadra non ha una benché minima parvenza di gioco, se corre meno degli avversari, se fa fatica anche contro le ultime della classe, urge intervenire per dare il timone ad un allenatore più capace?

Il Benevento è ormai a +8, il Catania subito dietro ma con una rosa superiore. La Salernitana rischia di vedere sfumare non solo la promozione diretta, ma anche l'accesso ai playoff in una posizione di forza. E tutto questo in Serie C, con una rosa che sulla carta dovrebbe dominare il campionato.

Prima dell'inizio della gara la Curva Sud aveva esposto striscioni con scritto: "Società e giocatori onorate i nostri colori", "Sudare per il presente e lottare per la gloria". Messaggi che non sono stati onorati. I tifosi sono imbufaliti e i fischi di ieri non fanno bene alla squadra.

Le responsabilità di Faggiano

Ma torniamo al punto centrale: Daniele Faggiano deve farsi una domanda seria e rispondere con onestà. Ha costruito una rosa inadeguata, spendendo soldi su calciatori che non stanno rendendo? Oppure ha scelto l'allenatore sbagliato per valorizzare il materiale a disposizione?

La sensazione è che entrambe le cose siano vere. Faggiano ha dichiarato che sarebbe felice di riconfermare tutti e che cederne pochi significherebbe aver sbagliato il minimo la scorsa estate. Ma i fatti dicono altro: sono arrivati sette nuovi giocatori a gennaio, segno evidente che il mercato estivo non è stato all'altezza.

Cosa aspetta ancora la società?

La pazienza dei tifosi è finita. Dopo anni di sofferenze, dopo la retrocessione dalla Serie A, dopo un campionato di C che doveva essere un trionfo e si sta trasformando in un'agonia, serve una scossa immediata.

Cambiare allenatore a stagione in corso è sempre un rischio, ma lasciare le cose come stanno è un rischio ancora più grande. Vista la situazione critica, bisogna puntare su un allenatore veramente capace, uno come Pasquale Marino: un tecnico esperto, capace di gestire le pressioni di una piazza importante, capace di dare un'identità di gioco chiara e di far rendere i calciatori al massimo delle loro possibilità