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Salernitana, mercato flop: la piazza scontenta del ds Faggiano. Raffaele a rischio
Alta tensione in casa Salernitana. Le recenti dichiarazioni del direttore sportivo Daniele Faggiano, abbinate alle due settimane di immobilismo in chiave mercato, hanno acuito il malcontento di una tifoseria esausta dopo due anni e mezzo di sconfitte e ridimensionamenti e che, continuassero così le cose, potrebbe prendere una drastica decisione lasciando vuoti gli spalti dell’Arechi nelle prossime settimane. “Iervolino caccia i milioni” intonavano gli ultras durante la sfida col Cosenza, con tanto di striscione esposto all’esterno dello stadio, mentre tantissimi abbonati decidevano di restare a casa “perché questa proprietà non merita la nostra presenza, eravamo in A e ci hanno portato in C senza allestire uno squadrone”. E il ds come ha risposto alle sollecitazioni dell’ambiente? Propinando all’allenatore che invocava un bomber da 15 reti quel Molina che, a Siracusa, non era considerato un titolare inamovibile e che in carriera ha segnato pochissimi gol senza mai lasciare il segno. Da Cuppone, Lescano e Chiricò a un panchinaro il passo è stato breve, con il solito problema del budget ridotto e di una società che non vuol saperne di vendere, ma che da diverso tempo ha ristretto i cordoni della borsa ottenendo risultati sportivamente parlando drammatici e disastrosi.
A Ottochannel il ds ha provato a gettare acqua sul fuoco, ma il suo intervento ha sortito l’effetto contrario come testimoniano i numerosi commenti sul web che invitano Faggiano finanche a rassegnare le dimissioni. “Non è un problema di budget” ha dichiarato con tono perentorio “voi parlate di soldi, io mi devo soffermare sulla programmazione e non me la sento di spendere 300mila euro per Chiricò o di investire cifre elevatissime per Lescano. Non voglio che, quando andrò via, verrò ricordato come il dirigente che ha creato problemi alle casse della società. Iervolino vuole vincere, altrimenti non mi chiamerebbe tutti i giorni, la sua presenza prescinde dal budget. Parlate sempre della doppia retrocessione, c’è disfattismo e questo non aiuta. Ho preso tre calciatori a inizio gennaio, tutti titolari, un altro paio di pedine arriveranno e sono convinto che Molina ci darà una mano. Dobbiamo ragionare anche in ottica playoff e non solo in funzione del primo posto, Catania e Benevento ci provano da anni e oggi sono in vetta perché c’è un’ossatura costruita nel tempo. Chi vuole tutto e subito non ci aiuta”. Frasi che confermano che non c’è questa volontà di provare a vincere da subito, con il distacco già consistente dalla vetta che potrebbe aumentare visto che ora ci sono due trasferte consecutive alle porte. Se poi aggiungiamo che i vari Coppolaro, Frascatore, Knezovic, Ubani, Quirini, De Boer, Liguori, Ferrari e Inglese hanno dato un apporto molto minimo alla causa – finendo sul mercato dopo sei mesi – e che la Salernitana non ha mai convinto sul piano del gioco, possiamo dire che Faggiano ha deluso ampiamente le aspettative del pubblico, al punto che qualcuno in società propendeva quantomeno per qualche riflessione.
C’è poi anche la questione Raffaele, virtualmente esonerato dopo il primo tempo di Picerno e poi difeso a spada tratta al netto della palese involuzione, di un gruppo molto meno combattivo e carico di prima e dei numeri che parlano di appena 4 vittorie nelle ultime undici giornate. In caso di sconfitta a Caravaggio contro l’Atalanta23 l’esonero sarebbe inevitabile e Iervolino, dopo aver accettato la scelta di Faggiano di riconfermalo, deciderebbe il sostituto in prima persona. Tra i profili sondati c’è quello di Pasquale Marino. Sul mercato, invece, dovrebbero arrivare ancora un centrocampista, un esterno offensivo e un attaccante, con un nome top secret sul taccuino. In realtà servirebbe anche un forte difensore centrale, visto che la Salernitana continua a subire troppi gol nonostante gli arrivi di Berra e Arena che, sulla carta, non risolvono affatto il problema.
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