Salernitana e la gestione negativa dei secondi tempi
C’è un’inversione di tendenza che pesa come un macigno nel momento della Salernitana: la gestione dei secondi tempi. Nella prima parte di stagione, i granata avevano costruito la propria identità sulla capacità di reagire. Anche quando chiudevano il primo tempo in difficoltà, riuscivano a cambiare ritmo nella ripresa, aumentando intensità e qualità fino a ribaltare partite che sembravano compromesse.
Oggi lo scenario è ribaltato. Nelle ultime settimane la squadra ha spesso approcciato bene le gare, trovando vantaggi e mostrando organizzazione nei primi 45 minuti. Poi, però, qualcosa si inceppa. Cala la pressione, diminuisce la brillantezza, aumentano le difficoltà nella gestione dei momenti chiave. Gli avversari crescono, la Salernitana arretra e il controllo della partita sfuma progressivamente.
Non si tratta solo di condizione fisica, ma anche di lucidità e personalità. Gestire un vantaggio richiede maturità, capacità di rallentare o accelerare quando serve, freddezza nelle scelte. Ritrovare solidità nella ripresa e nel complesso in tutti i 90 minuti è diventata una priorità assoluta. Perché in un campionato equilibrato, dove i dettagli fanno la differenza, è proprio negli ultimi 45 minuti che si decidono ambizioni e destino.






