Cosmi, parole da brividi: "Fateci giocare i playoff con la nostra gente!". L'appello alle istituzioni
Sentirlo parlare è un piacere. Dal punto di vista comunicativo è sicuramente un valore aggiunto per la Salernitana. Serse Cosmi, mai banale o retorico, si è soffermato ieri sull’importanza del fattore tifo lanciando un messaggio alle istituzioni: per vincere i playoff c’è bisogno del dodicesimo uomo e privare i granata dell’apporto della gente sarebbe una grave ingiustizia. Ecco le parole in sala stampa del tecnico perugino:
“Sento tante realtà sbandierare le potenzialità del proprio pubblico, ma noi siamo quelli che giocano in casa per davvero. Qui mi sento un allenatore da serie A, questo contesto non c’entra nulla con questa categoria. Le curve sono molto più intelligenti di quanto si dica: annusano, percepiscono, sanno riconoscere gli sforzi e ti sostengono andando oltre il risultato quando vedono che gli atteggiamenti sono giusti. Noi abbiamo il dovere di riconquistarli, negli spareggi la nostra gente può essere il jolly che sposta gli equilibri.
Qui non c’è bisogno di fare appelli: la passione è nel DNA del popolo granata. Anzi, un appello lo faccio alle istituzioni. A Potenza la trasferta è vietata, a Caserta non li hanno fatti venire. C’erano a Crotone e abbiamo vinto: è un caso? Io voglio giocarmi i playoff con la tifoseria al nostro fianco, altrimenti si avvantaggiano le avversarie che non hanno un pubblico come il nostro. Ve lo chiedo per favore: non privateci della spinta dei salernitani”. Un messaggio chiaro, genuino, fatto da chi fa parte di questo mondo da una vita e sostiene da sempre che “senza tifo non sia calcio”.
La speranza è che, dopo una serie di divieti e restrizioni incomprensibili, si possa quanto prima tornare a una situazione di normalità consentendo ai cittadini, ai tifosi e alle famiglie di seguire la propria squadra del cuore in trasferta. Se nel 2026 non si riescono a garantire porte aperte per tutti come si può ambire a organizzare gli Europei? E’ tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Inasprendo le pene per chi sbaglia, ovviamente, ma senza vedere nelle chiusure l’unica soluzione.






