Salernitana, il terzo posto sarebbe quasi un miracolo: oltre i limiti di una stagione complicata
Guardando il percorso della Salernitana, il terzo posto oggi avrebbe quasi il sapore di un’impresa, sia per il valore della rosa, che per ciò che la stagione ha raccontato fin qui: tantissimi alti e bassi, cambi di rotta, lacune evidenti in più reparti. Battere Cosenza, Crotone e Casertana ma fare 1 punto in 4 gare con Potenza e Cerignola, perdere a Siracusa, pareggiare in casa con il Giugliano.
La squadra ha spesso mostrato fragilità difensive, difficoltà nella costruzione del gioco e una produzione offensiva inferiore rispetto alle dirette concorrenti. Numeri e prestazioni che raccontano di un gruppo non sempre equilibrato, probabilmente costruito senza una linea tecnica precisa. Eppure, nonostante tutto, i granata sono ancora lì, in piena corsa per un piazzamento che garantirebbe vantaggi importanti nei playoff. Merito della capacità di restare agganciati al treno, anche nei momenti più difficili, e di qualche fiammata come il recente filotto di vittorie e del grande girone di ritorno firmato Raffaele.
Il lavoro di Serse Cosmi aveva restituito un minimo di ordine e compattezza prima di affondare nel freddo di Potenza ("rovinato un mese di lavoro" ha dichiarato il tecnico umbro in sala stampa), i limiti strutturali però restano. Per questo, chiudere al terzo posto significherebbe andare oltre i propri difetti, trasformando una stagione complicata in un risultato tutt’altro che scontato. Con quello visto in campo, più che un obiettivo minimo, sarebbe quasi un piccolo capolavoro.






