Il padre di Begic: "Noi tifosi della Samp dai tempi di Boskov. Spero che resti in blucerchiato"
“Mio padre Branko era un grande estimatore di Vujadin (Boskov NdR), una persona speciale e quando sono venuto a Genova si è innamorato dei colori blucerchiati. Poi è arrivato Katanec e mi sono ancora più legato. Ricordo tutti i grandi calciatori, lo scudetto e anche la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni a Wembley”. Alen Begic, padre del centrocampista Tjas Begic dalle colonne dell’edizione genovese de La Repubblica racconta come l’amore per il club blucerchiato abbia radici profonde nella sua famiglia.
“Durante ‘Lettera da Amsterdam’ mi sono venute le lacrime agli occhi, Marassi è uno stadio unico, ho vissuto grandi emozioni. Ho sempre sognato di vedere Tjas con la maglia blucerchiata ed è stata una serata perfetta. - prosegue Begic senior tornando sulla sfida contro lo Spezia – Mio figlio ha bisogno di emozioni e per questo non sono stato sorpreso della sua reazione dopo il gol a Modena, sembrava volesse abbracciare tutti i tifosi”.
Spazio poi al futuro con Begic che sta ritrovando il campo dopo un lungo periodo in cui non è sceso in campo con la maglia del Parma nel corso della prima metà della stagione: “Dopo sei mesi ai box, ha bisogno ancora di quattro-cinque gare di rodaggio. A Marassi i tifosi mi dicevano che deve essere titolare, ma non serve avere fretta. Per il futuro, è normale sperare che resti alla Sampdoria”.
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