100 milioni rifiutati dal Lecce a gennaio. Dorgu e Gendrey uomini mercato
"Abbiamo avuto offerte scritte da 100 milioni complessivi in questo mercato. È un lusso poter rifiutare offerte alte se le cessioni non sono necessarie". A dirlo è stato il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, che ha spiegato come a gennaio siano arrivate tante proposte per i propri calciatori. Scorrendo la rosa dei giallorossi, però, spiccano due nomi importanti: quelli degli esterni difensivi, cioè Dorgu - danese che può sognare gli Europei di quest'estate - e il francese Gendrey. Per entrambi c'è molto mercato, ma ci allontaniamo molto dalle cifre di Sticchi Damiani. Perché se è vero che Strefezza è andato via per cinque milioni (capitano e intoccabile, almeno fino a settembre), non ci sono calciatori che valgono 20-25 milioni a Lecce.
Insomma, Hjulmand è stato il caso, pur ottimo, ma bisogna anche avere chi porta certe offerte. Arrivare a cento milioni con pochissimi giocatori che diventano uomini mercato appare complicato. Corvino oggi ha spiegato, su Dorgu: "A gennaio ho portato al presidente delle offerte scritte irrinunciabili. Aggiungo che ho avuto richieste non scritte incredibili. Sono state rifiutate”. Da capire quanto possa valere il danese, così come Gallo o Baschirotto, Gendrey o Falcone. Ma pare davvero una cifra un po' (troppo) alta. Probabilmente non servivano per mantenere il bilancio in positivo.
Le altre parole del numero uno salentino sul paragone con le altre squadre di Serie A. Qui non c'è uno sceicco che a fine anno ripiana 100 milioni di debiti. L'Empoli ha dovuto fare cessioni per 60 milioni. Il Sassuolo, che ha dietro la Mapei per mantenere un equilibrio ha fatto cessioni per 100 milioni. Idem Udinese, per non parlare del Verona. O del Genoa che ha venduto Dragusin. Se ragioniamo solo dentro le nostre mura senza andare oltre, non ci rendiamo conto. Senza uno sceicco bisogna fare 6-7 cessioni importanti per restare in A: questa è la realtà".






