Italia U16, mister Costantino: "Under 19 considerato giovane qui, nel resto d'Europa no"
A Giovanni Costantino, nuovo allenatore degli Azzurri Under 16, piace sperimentare e conoscere, lo si vede chiaramente dal suo cammino in carriera: Ungheria, MTK Budapest, poi Agia Napa a Cipro, Craiova in Romania e Petrocub in Moldavia, senza farsi mancare il Biškek in Kirghizistan e Isole
Aland in Finlandia fino al Casarano.
Un occhio differente
"Un bagaglio enorme. Il posto cho ho sentito più simile a casa è Cipro. La Romania è il luogo in cui mi sono sentito più amato, in Ungheria ho capito cosa significhi amare una nazionale", ha raccontato in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport. "Est nuova frontiera? Sta emergendo per talento e fame di calcio. E con l’ingresso nell’area Schengen hanno mosso passi da gigante. Una cosa non dimentico", ha anticipato Costantino. "È sbagliato guardare dall'alto verso il basso. Abbiamo tanto da imparare", riferendosi all'Italia e al calcio azzurro: "Quello che ad esempio in Italia è considerato giovane, non lo è nel resto d'Europa. Un under 19 non è un giovane. Iniziamo abbattendo questa barriera".
Quanto è importante l'Under 16
"Perché poniamo le basi dell’estate per vedere un po’ di futuro", ha spiegato il tecnico italiano. "Ai ragazzi ricordo sole. Vivevo in uno studentato, sempre che tra 4 anni c’è il Mondiale e loro avranno 20anni. iAvremo anche Immobile come capodelegazione, un grande valore aggiunto". Infine, in U16 abbiamo Sassetti del Dundee e Nebatumbu del Leicester: "Chi sente la maglia azzurra deve avere un’opportunità. L’importante è che non sia una scelta di convenienza. Noi abbiamo il dovere di andare a cercare in giro per il mondo questi nostri figli".






