Adesso è davvero finita: la Sampdoria saluta la A, la sconfitta di tutti. Ora la salvezza fuori
Adesso è davvero finita. La sconfitta di Udine contro i bianconeri di Andrea Sottil scrive sulla pietra che la Sampdoria, dopo undici anni, saluta la Serie A. Se sarà Serie B lo sapremo soltanto vivendo, attendendo gli sviluppi di una situazione societaria che risulta difficilissima. Come sempre, quando si raggiungono risultati così negativi le responsabilità vanno equamente divise fra tutte le componenti. Hanno perso tutti, società, allenatore e giocatori. Non i tifosi che, delusi al fischio finale del direttore di gara, hanno comunque sostenuto la maglia per tutti i novanta minuti.
Le responsabilità di chi scende in campo
Un disastro, quello sul campo, per certi versi inaspettato. Certamente si aspettava una stagione difficile, tribolata ma non che la squadra salutasse la A con ben quattro giornata di anticipo. La rosa, certamente indebolita negli ultimi mercati e depauperata nel corso delle ultime stagioni dei suoi elementi di spicco a causa di una situazione di bilancio decisamente difficile, non vale l'ultimo posto in classifica a -7 dalla Cremonese, a -10 dallo Spezia e a -13 dall'Hellas Verona. Con le responsabilità che vanno dunque distribuite fra chi scende in campo, protagonista spesso di prestazioni non all'altezza, e di chi si è seduto in panchina che non ha saputo dare un'identità e quella scossa necessaria alla risalita aumentando il divario dalla quartultima da -3, da quando è salito in sella alla 10a giornata, a quelli attuali.
I problemi fuori
Dire però che le colpe siano da attribuire solo alla squadra e che ciò che accade fuori non abbia influito su questa orribile stagione sarebbe nascondere la testa sotto la sabbia e giocare con l'intelligenza dei tifosi. La situazione societaria è decisamente complessa e il tempo scorre. Fra meno di un mese terminerà la composizione negoziata e il futuro dei blucerchiati sembra sempre più in bilico. Entro fine mese andranno saldati gli stipendi del primo trimestre del 2023 pena punti da scontare nella prossima stagione. Intanto il CdA in questi giorni incontrerà nuovamente gli investitori per capire se ci sono i margini per la continuità, altrimenti la liquidazione giudiziale diventerà purtroppo un'opzione sempre più sensibile.






