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C'eravamo tanto amati. Swaroski, gli insulti, il dito medio. Chivu torna di nuovo a Roma

C'eravamo tanto amati. Swaroski, gli insulti, il dito medio. Chivu torna di nuovo a Roma TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 16:00Serie A
Il tecnico dell'Inter ha giocato in giallorosso dal 2003 al 2007, vincendo una Coppa Italia. Salutò proprio per trasferirsi in nerazzurro

Oggi avversari, un tempo innamorati, poi nemici, nel senso sportivo del termine. Cristian Chivu e la Roma si ritrovano, di nuovo. E torna alla mente questo che è stato. Arrivato dall’Ajax nell’estate 2003, voluto da Fabio Capello, da difensore il romeno conquista subito l’Olimpico: elegante, tecnico, capace di giocare da centrale o terzino, diventa uno dei punti fermi della squadra giallorossa. Poi, però, arrivano gli infortuni, tanti, e il soprannome: “Swarovski”, prezioso ma fragile come il cristallo. Con l’avvento di Luciano Spalletti, fino alla vittoria della Coppa Italia nel 2007, le cose restano immutate. Almeno fino a un certo punto.

Il rinnovo saltato, l’Inter e gli insulti

Il rapporto si spezza proprio nell’estate 2007. Il contratto di Chivu con la Roma è in scadenza nel 2008, il rinnovo latita. La Roma tratta Real Madrid e Barcellona. Il difensore, però, ha già scelto: “O vado all’Inter o resto alla Roma”, parole da ultimatum. Daniele Pradè, ds giallorosso dell’epoca, parla apertamente di un “danno incalcolabile”. Da lì, la rottura con parte della tifoseria. Resta negli occhi e nelle orecchie il primo allenamento aperto al pubblico: al Flaminio, Chivu viene sommerso da fischi e insulti. Anni dopo racconterà quell’estate orribile: “Venivo fischiato e vomitavo tutte le partite”. Alla fine, ecco l’Inter, dopo quattro stagioni in giallorosso.

Il veleno, però, sta in coda. Nel 2010, dopo la finale di Coppa Italia vinta dall’Inter proprio con la Roma, proprio all’Olimpico, Chivu risponde alle contestazioni dei suoi ex tifosi mostrando il dito medio. Si scuserà poco dopo, definendolo un gesto istintivo. Domani, da allenatore nerazzurro, tornerà ancora davanti a quel pubblico: l’anno scorso ha vinto, in mezzo ai fischi dell’Olimpico. Ora punta al bis.

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