Amorim: "Sarei felice se il Milan fosse la mia destinazione finale. Io scelto per una ragione"
Ruben Amorim si è già preso il Milan e lo ha fatto anche nelle dichiarazioni. Incalzato anche su se stesso e il suo passato, l'ex tecnico del Manchester United ha spiegato: "A volte ci sono persone che hanno molta fortuna, e io sento di averne avuta tanta nella mia carriera. Ho la stessa età di Luka Modric, quindi sono ancora davvero giovane. Ma a volte non conta l'età, conta l'esperienza. E con tutta l'esperienza che ho accumulato, sia quella positiva sia quella negativa, penso che sia davvero importante. Sarei felice se questa fosse la mia destinazione finale (la mia ultima panchina, ndr), quindi ho bisogno di tutto il bagaglio di esperienza che ho raccolto in passato. Ogni volta che mi sveglio sono davvero felice e so quanto sono fortunato ad allenare un club come il Milan. Allenare qui per me è un sogno. Ma so anche che sarete voi a giudicarmi in base alla prossima partita. Per questo sono totalmente concentrato su quella. Il mio pensiero è: se vinciamo la prossima partita, io starò bene e noi staremo bene. Quindi concentriamoci su questo".
Un look diverso rispetto al passato
Amorim a Glasgow si è presentato con l'abito e non con la tuta, particolare che non è sfuggito a qualcuno: "Sapete, ci sono alcune cose che bisogna fare... Penso di aver sentito un po' la pressione del mio staff, che mi ha detto che qui è diverso e che bisogna presentarsi in modo diverso. Milano è la città della moda, quindi bisogna rappresentare la propria città nel modo migliore. E una parte della storia del nostro club non è soltanto il modo in cui giochi, ma anche il modo in cui rappresenti te stesso e la tua città. Quindi mi vestirò così in panchina".
"Hanno preso me per tanti motivi"
Amorim spiega perché il Milan ha virato su di lui: "Penso di essere stato scelto per un insieme di cose. Hanno ritenuto che fossi la persona giusta, per il modo in cui voglio far giocare la squadra. Hanno individuato che loro volevano giocare nello stesso modo. E penso che mi abbiano scelto non solo per i successi che ho ottenuto, ma anche perché l'esperienza in un grande club come il Manchester United li ha aiutati a capire meglio chi sono. E poi tutte le riflessioni che ho condiviso durante gli incontri con il signor Cardinale hanno fatto capire loro che ero preparato per questo lavoro, non soltanto grazie ai successi del passato, ma anche grazie ai miei fallimenti. Credo che questo abbia pesato molto durante quei colloqui. Sono davvero felice e onorato di essere stato l'allenatore del Manchester United in quel periodo, ma adesso sono al Milan".
L'esperienza al Milan un sogno
Infine si è concentrato sul suo futuro più prossimo, ma anche su quello a lungo termine: "Ho parlato con alcune persone del club: con Massaro, con il signor Baresi ho scambiato alcuni messaggi. Questa è la cosa più importante adesso: capire in che tipo di club mi trovo e qual è la sua storia. Per me questa volta è stato più facile, perché sono tifoso del Milan da quando ero bambino, quindi conosco la cultura del club, la sua idea e la sua storia. Ma tutto questo appartiene al passato, mentre il nostro obiettivo è costruire un nuovo futuro. Dobbiamo capire che ci troviamo in un contesto diverso, vogliamo prenderci dei rischi puntando su alcuni giovani e vogliamo ricostruire. Si può dire che sia un rischio anche per l'allenatore, ma io preferisco correre questo rischio ed essere entusiasta di qualcosa di nuovo. E, ancora una volta, mi hanno scelto per una ragione, e una di queste è che mi piace affrontare squadre che stanno attraversando un momento difficile. So che è complicato, ma vogliamo ricostruire qualcosa".






