Ansia per l'infortunio di Leao, non per il risultato: Milan liscio come l'olio, 2-0 alla Lazio al 45'
È più importante vincere 2-0 contro la Lazio, dopo un ottimo primo tempo, oppure l'ansia per l'uscita di Leao dopo undici minuti per un problema muscolare all'altezza dell'inguine? Una domanda che i milanisti probabilmente non vorrebbero avere, perché gli uomini di Pioli riescono a pressare molto bene, trovano due gol con Bennacer e Theo, ma al primo strappo del portoghese sono costretti a vederlo alzare la mano per chiedere il campo, provare uno scatto successivo e fermarsi subito dopo.
La Lazio ha le sue difficoltà e le sue responsabilità. In primis per avere esasperato la costruzione dal basso, perché dopo i primi cinque minuti era evidente come il pressing fosse stato organizzato così. Così una palla troppo lenta da parte di Casale trova in Marcos Antonio un ricevitore troppo lezioso. Bennacer gli strappa il pallone, chiede l'uno-due con Giroud e insacca battendo Provedel con una conclusione che sbatte in terra prima di infilarsi dietro il portiere biancoceleste. Chi si aspetta una reazione è abbastanza deluso, perché c'è solo un'uscita - comunque provvidenziale - di Maignan su Immobile, ma la mole di gioco è davvero troppo povera per dare problemi alla retroguardia milanista.
Poi, intorno alla mezz'ora, arriva il capolavoro di Theo Hernandez. Maignan allarga il pallone e lui strappa su Milinkovic-Savic, ma incredibilmente è l'unico opponente che gli si fa contro. Arrivato al limite dell'area spara forte, trovando una leggera deviazione di Romagnoli che gli alza la traiettoria che diventa imprendibile per il 2-0. La sensazione è che però i rossoneri riescano a gestire e abbiano trovato energie mentali per sopravanzare dopo la delusione infrasettimanel contro la Cremonese.






