Brocchi sui giovani: "Donnarumma ci fece uscire dal Viareggio, ma al Milan interessava formare"
Christian Brocchi è intervenuto dal palco di “Brocchi si nasce, campioni si diventa”, panel del Festival della Serie A in corso di svolgimento a Parma: "Nel mondo ci sono più Brocchi che Cristiano Ronaldo. Io sono partito dai campi di provincia, ho avuto la fortuna di fare tutta la gavetta arrivando a vincere la finale di Champions League", le sue parole raccolte da TuttoMercatoWeb.com.
Brocchi riflette innanzitutto sul percorso che devono fare oggi i ragazzi e lo fa partendo dall'esperienza personale: "Quando ero al Milan sono sempre stato considerato meno tecnico e più tenace. Ma a livello di tecnica analitica vi assicuro che ero bravo: il controllo, la suola, quegli esercizi lì li facevo bene. Il problema è che poi si apriva il campo e lì ti serviva una tecnica in regime di velocità diversa, che non avevo mai allenato. E trovandomi contro campioni andavo in difficoltà. Poi impari e migliori. Ma quando dicono che il calcio non è cambiato perché devi fare gol e non prenderlo è molto riduttivo".
Brocchi parla poi dei tanti cambiamenti del calcio di oggi: "A partire dalla preparazione atletica, è cambiato il modo di stare in campo, lo studio sull'avversario, l'alimentazione. Abbiamo tecnologie oggi che 30 anni fa non avevamo. Noi siamo ancora legati a quell'Italia lì: sì, il Dna dobbiamo mantenerlo per quanto riguarda la tenacia, l'unione di squadra. Però in realtà non basta questo". C'è un esempio fresco: "L'Under 17 dell'Italia ha battuto la Spagna ai rigori e noi diciamo: vedi, siamo forti! Io non ho dubbi, i talenti li abbiamo. Ma come li preparaiamo a fare quello che abbiamo fatto noi? Ieri è andato sugli scudi Christian Lupo che ha parato i rigori. Ma poi? La Serie A è piena di stranieri. Io ho fatto la Serie C, B e la A. Oggi possiamo far fare un percorso come il mio ad un giovane? Edoardo Rocca è fortissimo, classe 2009, ieri ha battuto benissimo un rigore. Ma che consiglio gli potrei dare? A parte impegnarsi e allenarsi bene, poi dopo ci sono le persone che lo devono migliorare, allenare, che devono insegnargli come fare step by step per fare quello che oggi fa in Under 17 anche in categorie superiori".
Sugli anni al Milan: "Se ho fatto l'allenatore per circa 8 anni e mi sono emozionato per merito di Filippo Galli e altre figure che mi hanno aperto la mente a qualcosa di bello da portare ai ragazzi. Non ho mai pensato al mio percorso. Ho sempre pensato chiaramente ad arrivare ad allenare il Milan, ma il mio obiettivo non era quello. Abbiamo tirato fuori giocatori cui abbiamo dato la possibilità
Un esempio calzante nel discorso è quello di Gianluigi Donnarumma: "Donnarumma oggi è il migliore del mondo. Donnarumma lo abbiamo vissuto da ragazzino. Se non avessi avuto Filippo Galli ed altri dirigenti così abili, magari in altre societài mi avrebbero detto: sei uscito ai gironi al Viareggio, vai via. E uscimmo perché due volte Gigio si era impappinato con la palla al piede. Altre società mi avrebbero messo in croce, invece noi stavamo formando dei ragazzi. E noi abbiamo dato l'opportunità ad un ragazzo di giocarsi le sue carte. Oggi vedo allenatori dei settori giovanili che hanno un attaccante che va in difficoltà e al posto di lavorare con lui lo mettono fuori. Ma voi sapete quanto fossero sporchi e sgraziati Bobo Vieri e Luca Toni da giovani?".











