Caos Fifa, Mauro attacca: "Superato il limite. Perché i calciatori non scioperano?"
Massimo Mauro interviene sullo scontro tra FIFA e UEFA e punta il dito contro la gestione di Gianni Infantino. Nell'intervista rilasciata a La Repubblica, l'ex calciatore non nasconde la propria preoccupazione per la direzione intrapresa dal calcio internazionale, criticando il crescente intreccio tra sport, politica e interessi economici.
"Il calcio si è fatto strumentalizzare"
Secondo Mauro, il rapporto tra la FIFA e il potere politico ha ormai superato ogni limite. "Il calcio è sempre stato strumentalizzato da uomini politici e di potere, ma fino a questo punto non me lo sarei aspettato. È stato oltrepassato di gran lunga il limite del pudore", afferma. L'ex centrocampista critica anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il numero uno della FIFA: "Vedere il presidente degli Stati Uniti elemosinare una foto sul podio del Mondiale è stata una cosa quasi inverosimile. Non pensavo che il calcio si facesse strumentalizzare in questo modo, che Infantino si mettesse così a disposizione del potere". E aggiunge: "Platini mi ha sempre detto che Infantino poteva fare il numero 4 o 5 della FIFA, non certo il presidente".
"Servirebbe una protesta dei calciatori"
Mauro guarda con favore alla posizione assunta dalla UEFA, pur invitando tutto il movimento ad andare oltre gli interessi economici. "Da tempo auspico una presa di posizione forte, magari uno sciopero generale dei calciatori, ma per motivi più nobili: per i diritti degli atleti o per la situazione tra Israele e Gaza". Infine torna sul caso Balogun, criticando la gestione della vicenda: "È stata accettata la riammissione in campo di un giocatore che era stato squalificato dopo un'espulsione. Inaudito. Mi sarei aspettato una voce di protesta fortissima da parte della UEFA, ma anche un dissenso interno della FIFA, magari dallo stesso Pierluigi Collina".






