Caso Maignan, la curva dell'Udinese non rischia la chiusura: cori da una sparuta minoranza
La curva dell’Udinese non resterà chiusa nella prossima gara in casa contro il Monza del 3 febbraio dopo il caso di razzismo esploso in seguito agli insulti a Mike Maignan di sabato sera. Nonostante il clamore della vicenda, al giudice sportivo mancherà infatti un parametro decisivo - fissato dalle norme e non interpretabile - per imporre i lucchetti nel settore dal quale sono partiti gli ululati contro Maignan: la diffusività: si è trattato di una sparuta minoranza, questo dovrebbe salvare il settore dei tifosi bianconeri.
Secondo l’articolo 28 del codice di giustizia sportiva, le società sono ritenute responsabili per cori che siano espressione di discriminazione "per dimensione e percezione reale del fenomeno". Quindi, i “buu” sono sanzionabili con un’ammenda ma non punibili con le porte chiuse se a intonarli sono state poche decine di persone; e a Udine, sabato sera, gran parte dei presenti non li ha uditi.
Non li avrebbero sentiti il responsabile dell’ordine pubblico, il delegato della gestione dell’evento e neppure i dirigenti accompagnatori delle due squadre, oltre ai componenti del team arbitrale. Li ha ovviamente percepiti Maignan, e con lui uno dei due ispettori della procura che si trovava tra la panchina bianconera e la curva, evidenzia oggi il Corriere dello Sport.






