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Chaka Traoré si racconta: "Al Milan sarò sempre grato ma avrei voluto giocare di più"

Chaka Traoré si racconta: "Al Milan sarò sempre grato ma avrei voluto giocare di più" TUTTOmercatoWEB
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Niccolò Righi
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Niccolò Righi
Oggi alle 00:23Serie A

Ai microfoni di MilanNews ha parlato l'ex rossonero Chaka Traoré. Queste le sue parole iniziando dal periodo nel Diavolo tra il 2021 e il 2026: "Il Milan non si può spiegare, sai? Mi rimarrà sempre nel cuore e farà sempre parte di me. Ho ricordi bellissimi del Milan e sono contento di aver fatto parte di questa squadra formidabile e leggendaria. Posso anche dire che è la squadra più forte d'Italia. Sono davvero contento di aver indossato questa maglia".

Sull'inizio super con due gol: "Ho lavorato tanto con Pioli, un mister che mi ha sempre aiutato e incitato a lavorare, dicendomi che sarebbe arrivato il mio momento. E quando mi ha dato l'opportunità l'ho colta subito, facendo gol. Quella rete ha dato fiducia sia a me sia a lui, visto che poi mi ha mandato in campo anche contro l'Empoli in campionato. Quel giorno sono riuscito a segnare grazie a una fantastica azione di Christian (Pulisic, ndr). È stato tutto come un sogno: nella stessa settimana fare due gol era una cosa che non mi sarei mai aspettato. È stato meraviglioso, soprattutto a San Siro, con quell'atmosfera incredibile e davanti a 80 mila tifosi. Davvero indescrivibile. Sono più che grato".

Sul Milan e il rapporto con i giovani: "Non è vero che il Milan non punti sui giovani. Il Milan ha puntato su di noi: io, Bartesaghi, Kevin (Zeroli, ndr), Camarda. Da tutti noi ha avuto delle risposte e, inoltre, è una società che sta costruendo anche un progetto Under 23, quindi ci vuole tempo. Non sono d'accordo quando si dice che il Milan non punta sui giovani".

Sul rapporto con Fonseca, Conceicao: "Dopo la partenza di Pioli ci sono stati dei problemi in società, cose nelle quali noi giocatori non eravamo coinvolti. Sono stati momenti di ricostruzione, ma noi calciatori pensavamo solo a dare il massimo in campo per difendere i colori del Milan con orgoglio. Al di là di questi cambiamenti all'interno della società, noi non c'entravamo niente. Però sì, ho avuto modo di parlare con alcuni allenatori, come Fonseca, che mi spiegava determinate cose, e anche con Conceicao, con cui tra l'altro abbiamo vinto una Supercoppa Italiana a Riyad. Facevo parte di quel gruppo ed ero contento. Però non nego che mi sarebbe piaciuto partecipare e giocare di più. Allo stesso tempo, però, la squadra aveva vinto un trofeo ed ero comunque felice".

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