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Douglas Costa: "Alex Sandro mi ha convinto a venire alla Juventus. Ronaldo è un fenomeno"

Douglas Costa: "Alex Sandro mi ha convinto a venire alla Juventus. Ronaldo è un fenomeno" TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Andrea Piras
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Andrea Piras
Oggi alle 15:30Serie A

Nel corso dell'intervista concessa a Chiamarsi Bomber, l'ex bianconero Douglas Costa ha raccontato la sua esperienza alla Juventus: "Avevo anche l’opzione Liverpool, ma ho guardato innanzitutto dove sarei stato importante per la squadra. Avevo anche parlato con Coutinho che però mi disse che stava andando al Barcellona, e io volevo almeno un brasiliano con me e a Torino c’era Alex Sandro che alla fine mi ha convinto. Pensavo che arrivando dal Bayern sarei stato subito titolare, ma poi ho beccato Mandzukic in una forma strepitosa e ho dovuto aspettare 5 o 6 mesi.

Entravo sempre ma non iniziavo mai le partite. La mia occasione è arrivata in una sfida contro il Napoli al Maradona, nemmeno Sarri si immaginava che Allegri mi avrebbe messo in campo. Ho fatto un partitone e abbiamo vinto 1-0 con gol di Higuain. Da lì in poi giocavo spesso, tanti minuti, anche perché arrivavo da un calcio diverso, in cui avevamo sempre la palla, e in Italia invece ho dovuto imparare tante nuove cose. Quando stavo in forma però, da lì in poi, giocavo sempre, con Allegri ero sempre in campo".

Infine un commento anche su Ronaldo: "Innanzitutto io ho vissuto Ronaldo, e posso dire che è un fenomeno. Non ho vissuto in prima persona Messi però l’ho visto giocare… Mi piacciono entrambi, sono due talenti diversi, mi piace più Messi perché è più vicino al mio tipo di calcio, ma giocare con Ronaldo era un sogno, quando giocavo nel Gremio a 17 anni e lui era nel Manchester United era il mio idolo assoluto. Lui ha la testa diversa dagli altri è anche per quello che ha raggiunto tutti quegli obiettivi, e io tifo affinché arrivi al traguardo dei 1000 gol in carriera, se lo merita, lavora tantissimo tutti i giorni.

Dietro le quinte è una persona normalissima, stavamo spesso con lui perché parlava portoghese. L’unica differenza tra lui e gli altri è che è un fenomeno e ha vinto tutti quei palloni d’oro. Di lui e con lui ho bei ricordi, posso dire che quando decide di fare una cosa, la fa, su quello è il numero uno. Avere Cristiano Ronaldo in squadra significa iniziare la partita 1-0".

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