Calcio italiano in crisi, Galli: "Si torni al limite di stranieri, anche in prima squadra"
Come risollevare un calcio italiano in crisi? Come ripartire dopo l'onta dell'eliminazione dal Mondiale contro la Macedonia? Tuttomercatoweb.com ha sentito un decano dei procuratori e numero uno di AIACS come Beppe Galli, profondo conoscitore anche del mondo dei più giovani. "Tutti dicono che ci sia attenzione sui giovani, invece no. Mi sembra assurdo vedere Primavere piene di stranieri, non ha senso. Sono andato in Spagna di recente, per studiare i loro progetti: all'Atletico Madrid non ci sono stranieri nella cantera, per farvi capire... In questi anni l'ho sempre detto, non c'è attenzione sui ragazzi".
Pochi italiani anche a livello percentuale in campo.
"Siamo in Europa, non si può proibire giustamente il passaggio dei giocatori ma serve un limite sugli italiani in campo".
Nei settori giovanili?
"No, anche nelle prime squadre. Non ci sono giocatori italiani, ovunque. Anche Nicolato dice 'non ci sono talenti' ma ha perso due finali con due squadre fortissime. Il problema è che non sono tutti titolari".
Non è che manchi anche la qualità?
"Mancano istruttori nei settori giovanili. I difensori erano la nostra bandiera, oggi no: i tecnici non pensano a costruire i giocatori ma solo a far carriera".
Dall'estero c'è anche troppa quantità in arrivo?
"Chi arriva spesso è una riserva altrove. I 'campioni' non giocavano nelle grandi squadre, la dimensione del nostro campionato è questo.
E allora si prendono gli stranieri, senza coraggio di far giocare i giovani. E c'è subito troppa esaltazione e pressione verso questi ragazzi, anche nei giudizi".
Certo che se fossimo passati...
"Sicuramente... Saremmo passati senza dire niente. E' tutto legato al risultato, come sempre. E per il sistema è un danno notevole, ma spero che dagli errori si impari qualcosa".
Che il talento è ovunque, basta crederci, magari.
"Ci sono ragazzi che giocano in Eccellenza che possono far bene tra i grandi. Penso a Bianco della Fiorentina: sono riuscito a convincere i viola a puntarci ed è arrivato dai dilettanti. Ci sono giovani di questo valore in ogni categoria, il problema è che tanti club non ci puntano".
E quando lo fanno, talvolta, non lo fanno solo per crescere i ragazzi.
"Esatto, penso alla Serie C. E' assurdo che ci sia la valorizzazione del giovane pagata: ma è possibile che si debba giocare perché questo viene pagato? Non è un input virtuoso. Non è più un serbatoio per il calcio italiano ma solo una questione legata alla convenienza".






