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Rabbia, speranza e amore per la maglia. La Sampdoria vista dalla Federclubs

ESCLUSIVA TMW - Rabbia, speranza e amore per la maglia. La Sampdoria vista dalla Federclubs TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Andrea Piras
autore
Andrea Piras
mercoledì 17 maggio 2023, 09:45Serie A

"Finché i tifosi della Sampdoria canteranno non ci saranno problemi per il futuro". Parole di Paolo Mantovani. Nel momento di maggiore difficoltà, i sostenitori si sono stretti attorno alla maglia facendo mai mancare il loro appoggio in casa e in trasferta. Testa alta, bandiere al vento e voce altissima per mostrare il proprio amore. Un sentimento che va oltre il risultato sul campo e un futuro incerto fuori. Per addentrarci di più nel mondo del tifo blucerchiato abbiamo contattato in esclusiva Emanuele Vassallo, presidente della Federclubs della Sampdoria.

Partiamo dalla parte più bella. Ancora una volta i tifosi blucerchiati hanno dato manifestazione di attaccamento ai propri colori, civiltà, in questo campionato negativo. Non solo nella gara contro l’Empoli.
"La tifoseria sta dimostrando maturità e compattezza in uno dei momenti più difficili della nostra storia. Anche le manifestazioni più dure sono state gestite con saggezza; del resto la tifoseria Sampdoriana ha radici solide con un’identità molto precisa e in questa fase, quando tutto il resto sembra venir meno, i tifosi sono l’ultimo baluardo a difesa della maglia più bella del mondo. Vale per tutte le squadre, ma vale soprattutto per chi sceglie nonostante tutto il sostegno a quella maglia. Anche dopo una retrocessione. E questo è molto meno scontato".

Come sta vivendo il tifoso questa situazione?
"La rabbia e l’amarezza per vedere un proprio pezzo di vita, di sentimenti e di tradizioni calpestato è innegabile. C’è ancora speranza per il salvataggio della Samp e in questo tutti confidiamo. Mi sento di dire che il futuro della Sampdoria è garantito dai suoi tifosi più che da advisor, banche e investitori, ma il bene della Samp passa necessariamente dal salvataggio societario, magari proprio grazie a Barnaba, che è uomo di calcio, e supportato da Garrone che rimedierebbe a parte dello scempio patito dalla nostra amata".

Sul campo è arrivata l’aritmetica retrocessione in Serie B. C’è la sensazione che, al netto dei limiti della rosa e dei diversi errori arbitrali, qualcosa in più poteva comunque essere fatto?
"Ripensando alle avversarie e agli scontri diretti sicuramente ci sono tanti rimpianti. La debolezza caratteriale dimostrata dalla squadra è quello che più si fa fatica a digerire, anche con limiti tecnici e motivazionali. Sommando a questo i punti derubati da decisioni arbitrali assurde (e non bastano le dita delle mani per contare questi episodi) il risultato è inevitabile".

E a Marassi una media più o meno di 20mila spettatori, in trasferta tutti i settori ospiti praticamente esauriti. La spinta del pubblico non è mai mancata.
"E i tifosi si stanno già muovendo in queste ore con l’uscita dei biglietti per San Siro (con norme assurde per l’acquisto, altra infausta abitudine di questa stagione). Saranno tanti i pullman della Federclubs e dei gruppi della Sud: non credo esista più bella dichiarazione d’amore".

Lo slogan che canta spesso la Sud, seguito poi da tutto lo stadio, è: “Giù le mani dalla Sampdoria”. Qual è il vostro auspicio?
"Nel breve chiudere definitivamente il capitolo Ferrero nel modo meno traumatico possibile. Nel medio-lungo termine ritornare dove ci compete con una società forte non solo finanziariamente ma soprattutto capace di programmare e collaborare con la tifoseria, come accadeva in passato e come ha provato in questi mesi a fare Marco Lanna".

Voi come Federclubs avete sempre fatto sentire la vostra voce aderendo alle manifestazioni dei Gruppi della Sud. Come per esempio quella di fine novembre scorso dove avete fatto sentire la vostra voce e dove sono arrivati tifosi da tutta Italia come se la Sampdoria dovesse giocare.
"Non è mai semplice coinvolgere i tifosi al di fuori delle partite, sopratutto nelle difficoltà. Proprio per questo le presenze a queste iniziative contano il doppio e mi inorgoglisce la risposta di tanti Club al fianco dei Gruppi della Sud a difesa del nostro amore comune. Ci sono poi iniziative che per loro natura sono proprie dei gruppi ed altre più di nostra competenza, ma le differenze di forma non cambiano il contenuto: siamo tutti Sampdoriani incazzati per questa situazione".

Molto bella anche l’iniziativa lanciata di appendere bandiere o sciarpe blucerchiate alla finestra. E raccolta da tanti tifosi.
"Ogni giorno ci arrivano tantissime segnalazioni (da ogni parte di Genova, d’Italia e del mondo) ed è bellissimo sentir crescere questa voglia di esporre i nostri colori anche nelle avversità del momento. Sono poche le bandiere che riconosceresti all’istante anche dall’altra parte del globo…".

In società c'è un tifoso, un simbolo della Samp d’oro come Marco Lanna. Quanto è stata importante la sua figura per riportare un po’ di Sampdorianità in società? E che riferimento è stato ed è per voi?
"Marco Lanna rappresenta l’eredità dell’epoca Mantovani, è cresciuto con quei valori e col carattere serio, capace e sorridente proprio di quegli anni. So che soffre quanto noi come tifoso e ancor più sentendosi anche solo minimamente responsabile di questa situazione. Auspico che chi verrà non dimentichi di chi, come lui, è rimasto al timone della Samp col mare in tempesta. Da anni diciamo che la Sampdoria deve essere gestita da Sampdoriani, direi che con il romanista abbiamo avuto la controprova".

"Ti ho sempre amata e sempre ti amerò". Questo lo striscione a vostra firma che era appeso contro l’Empoli nei Distinti. I tifosi saranno sempre il punto fermo da cui ripartire.
"I ragazzi della Federclubs lo hanno realizzato spontaneamente in settimana, sono gesti d'amore. Una tifoseria così, con questo seguito, questa maturità, questa dignità non può che essere un biglietto da visita per la Sampdoria che verrà".

E inoltre sono nati tantissimi nuovi club, a voi affiliati, in questo anno calcistico.
"Tocchiamo un picco che non si aveva da decenni, con 80 club affiliati e nell’ultima assemblea martedì scorso altri si sono fatti avanti (ma per scaramanzia non dico altro). È un onore poter rappresentare questa famiglia blucerchiata".

Da non sottovalutare anche come ci siano tanti giovani che si avvicinano al mondo del tifo, come la nascita in Nord del Gruppo Cajenna.
"Tanti giovanissimi che si rimboccano le maniche, fino a poco tempo fa sembrava un sogno romantico ormai superato. Ieri non hanno mai abbassato le bandiere, come in Sud. In loro rivedo tante cose del nostro passato. E non c’è garanzia migliore per il futuro dei Blucerchiati".

La voglia di Sampdoria si vede anche dalle tante feste dei club che ci sono e ci saranno a breve.
"La Federclubs nasce nel 1966 dopo una retrocessione. Tanti club dopo 57 anni sono ancora vivi e anno attraversato epoche e modi di vedere il calcio diversissimi. Tante sono realtà giovani e con voglia di fare. Siamo ancora qui pronti a dare il nostro contributo per il bene della Samp; per aggregare e onorare quei 4 colori. Non posso citare i singoli per non fare torto a nessuno…ma tantissime sono le iniziative in programma, anche nei momenti difficili".

Come vivrete questi giorni di attesa?
"A parte che dopo questa esperienza io e tanti altri Sampdoriani potremmo facilmente laureaci in diritto d’impresa mentre vorrei tornare a parlare solo di calcio giocato…l'attesa è snervante ma siamo pronti a nuove iniziative, la testa è tutta all’assemblea del 26 (e soprattutto del 29) ma come direbbe lo Zio Vuja, 'dopo pioggia viene sole'".

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