La FIFA si difende: "Non vogliamo vendere il calcio, media riportano notizie inesatte"
La FIFA prova a respingere le accuse e ribadisce di non avere alcuna intenzione di "vendere il calcio". Con un comunicato diffuso nelle ultime ore, la federazione internazionale ha confermato però la volontà di proseguire con il controverso progetto che prevede l'ingresso di investitori privati nelle proprie competizioni attraverso la creazione di una nuova società commerciale. La presa di posizione arriva dopo la dura reazione della UEFA, che giovedì ha annunciato l'intenzione di boicottare i Mondiali qualora la riforma venisse approvata. Anche la CONCACAF, la confederazione che riunisce le federazioni del Nord e Centro America, ha respinto ufficialmente il piano promosso dal presidente Gianni Infantino.
Per ottenere il via libera, Infantino dovrà convincere almeno 106 delle 211 federazioni affiliate alla FIFA. UEFA e CONCACAF, insieme, rappresentano 96 voti, un blocco che potrebbe rivelarsi decisivo. Nel comunicato, la FIFA sostiene che il confronto con le federazioni sia stato "disturbato da notizie inesatte diffuse dai media" e ribadisce la volontà di portare avanti una consultazione "aperta e democratica": "Rispettiamo le preoccupazioni espresse pubblicamente e confermiamo il nostro impegno affinché ogni federazione possa esprimere il proprio voto sulla base dei fatti", si legge nella nota. "Nessuno sta vendendo il calcio. È qualcosa che la FIFA non prenderebbe mai in considerazione".
Il progetto prevede la nascita della FIFA Forward Enterprise (FFE), una nuova controllata incaricata della gestione commerciale dei principali eventi della federazione, compresi i Mondiali. La FIFA intende aprire il capitale della società a investitori esterni, ma solo attraverso quote di minoranza, senza cedere il controllo. Secondo la federazione internazionale, questa operazione consentirebbe alle associazioni nazionali di beneficiare maggiormente delle opportunità commerciali generate dal calcio, senza compromettere né la governance né i valori dello sport. La UEFA, però, continua a opporsi con fermezza, accusando la FIFA di utilizzare il calcio "per arricchire se stessa e i propri amici". Nei giorni scorsi era inoltre emerso che Infantino avrebbe promesso un contributo straordinario di 40 milioni di dollari alle federazioni che sosterranno il progetto, fissando al 19 settembre la scadenza per aderire e ottenere una prima tranche da 20 milioni.
Qualora la riforma fosse approvata, il gruppo di investitori dovrebbe essere guidato da Thrive Eternal, società riconducibile al fondo di venture capital americano Thrive Capital, fondato da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Una circostanza che continua ad alimentare polemiche e sospetti attorno all'intera operazione.






